Teatri di stalla, tigri di carta… e altre mirabolanti realtà culturali

Sapete che in Italia le associazioni culturali sono più di 300.000? Se poi aggiungiamo anche le riviste, i blog, i gruppi senza un riconoscimento giuridico, le fanzine, le autoproduzioni… si arriva a un numero enorme. Incredibile, vero?

Eppure è così. In Italia c’è un intero sottobosco di piccole realtà che nascono un po’ qui, un po’ là e cercano di portare arte e cultura, e un modo di vivere diverso dalla vita banale di tutti i giorni. All’interno di questa grande galassia ci siamo anche noi, ma ci sono anche le associazioni e i gruppi di cui fanno parte i nosrtri redattori. Sì, oltre a scrivere sempre nuovi articoli, occuparsi dei social e fare insomma tutte quelle cose che servono al nostro blog, i nostri redattori fanno parte di altre realtà culturali: associazioni teatrali, gruppi letterari, riviste…

Abbiamo pensato quindi di raccontarvele: sarà un piccolo viaggio alla scoperta di cascine a due passi da una metropoli, gruppi letterari di economisti, riviste che decidono i propri articoli in base a uno strano oracolo cinese e altro ancora. Buona lettura!

1. Traum, una fanzine onirica

di Gabriele Stilli

Opera di Claudia Antini, autrice di Traum
Opera di Claudia Antini, autrice di Traum (particolare)

L’arte è qualcosa che colpisce. Che cambia nel profondo chi la vive. Sì, l’arte è uno strumento per apprendere, per capire, per rilassarsi e anche per curarsi, come si sta capendo negli ultimi anni. Però, allo stesso tempo, non diremmo che l’arte si “usa”, come potremmo usare un paio di forbici o una medicina. È una cosa strana, a metà tra oggetto e processo; è sempre lei, e quando è grande lo vedi, te ne accorgi subito, che sia un Van Gogh o un film di Miyazaki, e nello stesso tempo ha mille forme.

Sono queste mille forme che ci hanno attratto. Da scrittori di racconti, volevamo dare un corpo fisico alle nostre storie, in una rivista che facesse dialogare il più possibile le arti attorno a uno stesso obiettivo. Traum, in tedesco, significa “sogno”, che si collega alla parola greca τραῦμα, ferita, da cui il nostro “trauma”. L’arte è uno squarcio, un punto di svolta, di cambiamento, come certi sogni; è una breccia in cui si inserisce qualcosa di diverso e più alto rispetto a quello che, nella sua ultima lettera, Majakowskij chiamava “byt”: la quotidianità, il “normale”, il banale.

A noi esseri umani non basta sapere che un bicchiere è un bicchiere, che una sedia è una sedia, che «tutto quello / che è, soltanto quel che è», come nella poesia di Camillo Sbarbaro: abbiamo bisogno di un cammino relazionale, emozionale, con l’altro da noi. Un cammino che spinga alla riflessione sulla realtà, e nello specifico sul nostro mondo, sull’orizzonte in cui prendono vita le nostre storie.

È nata così una rivista-collettivo, e una modalità di lavoro particolare, in cui illustrazioni e racconti nascono assieme, attraverso un continuo confronto tra artisti e scrittori. È nata, in una parola, Traum Fanzine – matrice onirica, che gli aficionados del nostro blog hanno iniziato a conoscere grazie al reportage Con – tatto, che stiamo pubblicando a puntate: una rivista, ma anche un punto di incontro tra la letteratura, la musica, le arti visive e multimediali. Ci trovate semidispersi in librerie, locali e centri sociali in quel di Milano; per tutti gli altri, su Facebook e Instagram.

2. Cultura come appartenenza: Despina

di Rebecca Restante

Logo di Vincenzo Pagani
Logo di Vincenzo Pagani, membro di Despina

In due modi si raggiunge Despina: per nave o per cammello. La città si presenta differente a chi viene da terra e a chi dal mare.

Italo Calvino, Le città invisibili

Despina è un’associazione culturale non a scopo di lucro. Il suo obiettivo è intraprendere attività culturali, artistiche e letterarie.

Despina è nata nel 2018 presso lo spazio “il C. S. A. il Pidocchietto” a Vicovaro, un piccolo paese in provincia di Roma. È nata dall’unione del bisogno di espressione, di creazione e di ricreazione di un gruppo di ragazzi. La volontà è quella di creare un’oasi culturale in una piccola realtà di paese, sia al fine di dare asilo a chiunque ne volesse beneficiare sia al fine di rilanciare attività ed eventi tradizionali che si stanno perdendo. La volontà è quella di interagire con il contesto al fine di sradicare la monotonia paesana. È un’intima e pacata rivoluzione quella che Despina vuole portare avanti. Despina è un ideale.

I progetti seguiti sono plurimi: annuali, occasionali, periodici e collaborativi. Tre esempi sono da menzionare: “Té libri ed altre cose inutili“, ossia un’iniziativa di lettura e dibattito all’interno della Biblioteca comunale Marcantonio Sabellico, arrivata alla terza edizione; “Mostrambiente“, un evento estivo spalmato in più giornate contenente diverse attività a tema (il Jazz nel 2018 e Quentin Tarantino nel 2019), conta momentaneamente di due edizioni; il video “Grande Vico – Vicovaro e il calcio“, un’intervista a calciatori ed ex, allenatori, tifosi e dirigenti della squadra di pallone “il Vicovaro”, per la riscoperta del passato, di una grande tradizione e per la comprensione del presente, di una grande passione… video che ha dato la possibilità a Despina di approdare anche su YouTube con un proprio canale.

Potete seguire e scoprire eventi passati, presenti e futuri sulla loro pagina Facebook e sul loro profilo Instagram. Inoltre potete partecipare alle loro iniziative direttamente sul posto.

3. Cascina Ronco e il Teatro di Stalla

di Maria Elena Villa

Teatro di Stalla è un’associazione culturale e compagnia teatrale nata nel 2004, nata dall’iniziativa di un gruppo di amici con la passione per il teatro.

Sede dell’associazione, ritrovo degli attori e luogo principale delle rappresentazioni teatrali è Cascina Ronco, luogo pittoresco ed evocativo a San Donato Milanese, alle porte di Milano. Il nome della compagnia è sia un omaggio a Cascina Ronco, ma soprattutto un richiamo alla tradizione contadina del organizzare rappresentazioni proprio nelle stalle, per intrattenere gli abitanti delle corti.

Dall’anno di fondazione al 2007, nei fine settimana di maggio e giugno, venivano organizzate rassegne, all’interno delle quali veniva presentato lo spettacolo della compagnia teatrale, ma anche concerti, feste a ballo, conferenze, mostre fotografiche, degustazioni e molte altre attività per giovani e adulti.

Nel 2017, dopo dieci anni d’inattività, un altro gruppo di amici con la passione per il teatro prese in mano le redini di Teatro di Stalla. Da bambini avevano vissuto l’esperienza teatrale in cascina. Oggi, oramai adulti, hanno ripreso le attività culturali e artistiche, con nuove energie e nuove idee, ma con la stessa voglia di fare e di divertirsi insieme.

4. Non solo economia: Bocconi d’Inchiostro

di Vittoria Pauri

Bocconi d’Inchiostro è l’associazione letteraria dell’omonima università; dal 2012, data della sua fondazione, si prefigge di iniziare gli studenti, associati e non, all’approfondimento di temi letterari, sensibilizzando alla lettura e all’analisi critica di testi in prosa e versi. Durante l’anno accademico gli studenti associati organizzano interviste ad esponenti di spicco del panorama letterario e editoriale, nonché incontri con professori di letteratura che ripercorrono la vita e le opere di grandi autori del passato; recentemente sono stati ospitati, tra gli altri, Marco Missiroli e Francesco Piccolo per quanto riguarda il mondo letterario, e Antonio Franchini,  per quello dell’editoria.

Ciascun incontro è preparato per settimane dagli associati, che analizzano la produzione dell’autore, per poi cercare punti di contatto e fili conduttori; infine si arriva, nella fase finale, ad elaborare domande che possano risultare da un lato originali, e dall’altro comprensibili e interessanti per chiunque partecipi poi all’evento vero e proprio, a prescindere dal livello di conoscenza dell’autore.

Periodicamente, inoltre, vengono organizzati salotti letterari dedicati alla condivisione dei propri scritti o alla discussione in merito ai temi più disparati. Infine, l’associazione organizza ogni anno il Premio Nazionale di Poesia “Bocconi d’Inchiostro”, premio studentesco per la poesia inedita e contemporanea, a cui può partecipare chiunque con opere inedite che non siano state né premiate né segnalate in altro agone poetico.

L’essenza e vocazione di Bocconi d’Inchiostro è quindi quella di essere un punto d’incontro e riferimento per gli studenti appassionati di letteratura e poesia all’interno di un ateneo dove si insegnano materie giuridiche ed economiche.

5. L’I Ching e una Tigre… di Carta

di Simone Coletto e Federico Franchin

Abbiamo cominciato a collaborare con la Corte dei Miracoli nel 2018, complice un breve ciclo di incontri intitolato “(S)guardo dunque sono”, da Simone dedicato all’epistemologia[1].

L’occasione ha segnato l’inizio di una collaborazione piuttosto assidua con la Tigre di Carta, la rivista ospitata dalla Corte, nonché una delle pubblicazioni più originali del panorama culturale milanese. Nata nel 2015, e pubblicata sia in formato cartaceo che digitale, la Tigre ha la particolarità di dedicare ogni nuova uscita a un diverso simbolo tratto dall’antico testo cinese I Ching: ogni simbolo fornisce uno spunto tematico che consente di legare tra loro diversi articoli, i cui argomenti spaziano dalle culture dell’Estremo Oriente alle più varie discipline artistiche e scientifiche.

Nel 2016, intorno al marchio editoriale è stata costituita l’Associazione Culturale “La Taiga” per dar seguito ad alcuni incontri legati alle altre pubblicazioni della rivista, in vista dell’apertura di tre collane dedicate al teatro, alla filosofia e alla letteratura. In quest’ambito si è inserito un incontro tenuto da Federico sul drammaturgo medievale Muhammad Ibn Dāniyāl[2].

Nel 2017 la redazione della Tigre ha trovato casa nella suddetta Corte dei Miracoli, teatro milanese in cui anima un circolo che offre ai curiosi appuntamenti di vario genere, dai concerti al cinema, dagli spettacoli alle conferenze. Contribuiamo anche alla rivista in sé con la stesura di diversi articoli, ma non li scriviamo insieme perché Federico, quando scrive, Simone gli tira le palline di carta, e, quando Simone prova a concentrarsi, Federico continua a chiedergli come si scrive “epistemologia”.

Redazione
Redazione

Amiamo la letteratura, la poesia e l'arte. Ma da centocinquant'anni i poeti circolano senza aureola, e quanto alla letteratura, dicono che non si senta troppo bene. Sarà vero? Intanto, prepariamo ironicamente le nostre esequie per un'arte ancora lungi dall'essere morta...

No Comments Yet

Comments are closed