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Tag Archives: vittoria pauri

Storia di un’Heidi irrisolta

Non fatevi ingannare dal titolo: non sto per parlarvi della celeberrima serie animata, in cui i verdeggianti monti svizzeri sorridono alla dolce bambina che porta al pascolo le caprette. O meglio, in qualche modo c’entra anche lei, ma l’Heidi di cui vi parlo oggi è

Dario Levantino, Di niente e di nessuno

Di niente e di nessuno

Grazie a mio papà che si chiama come il protagonista di questa storia, alla mia terra che mi manca, al mio accento che “si deve sentire”. Grazie ai bambini che giocano per strada, alle periferie disumane che conservano intatta l’umanità, alle storie che ci proteggono. 

Nestor Burma e la malattia della reticenza

La Francia del 1940 fa da sfondo alla storia dell’investigatore privato Nestor Burma, che sente pronunciare un indirizzo – 120, rue de la Gare – da due persone diverse; una prima volta da un prigioniero affetto da amnesia allo stalag, un’altra dal suo ex-assistente, Bob

Elizabeth von Arnim, La fattoria dei gelsomini

Immaginatevi avvolti da un’estate torrida, spossati da un caldo umido che si insinua fin dentro il vostro spirito, rendendovi insofferenti a tutto ciò che vi circonda; fate un’immensa fatica a mantenere l’impeccabile contegno che dovreste avere in quella situazione. Siete infatti a Shillerton, la casa

Imparare a perdersi

Nelle ultime pagine del romanzo Le tre del mattino di Gianrico Carofiglio spunta una parola meravigliosa: Balikwas. È un termine assai difficile da tradurre, che nelle Filippine – in lingua Tagalog – è utilizzato per descrivere la sensazione che si prova saltando all’improvviso in un’altra

Storia di Roque Rey

Il giorno in cui lo zio Pedro muore, la zia Elsa chiede a Roque, dodici anni, di indossare le sue scarpe per ammorbidirle un po’ in vista del viaggio nell’aldilà. Così, riempite le punte con il cotone, il ragazzo esce di casa per fare una

Particolare della copertina del libro di Benjamin Tammuz

Il minotauro

Non avrai mai l’occasione di farmi delle domande, ma la mia voce ti giungerà nelle lettere, e io so che le leggerai. Come faccio a saperlo? Non posso darti altra spiegazione di quella che sto per dirti: da quando ho memoria di me, io ti

arte di correre di Haruki Murakami

Fino alla fine non ho camminato

Provo un’avversione istintiva per le foto degli autori sui libri, di qualunque genere esse siano: piccole e a mezzo busto sull’aletta posteriore, sorridenti, serie e compassate, enormi gigantografie sulla quarta di copertina… insomma, preferirei avere la possibilità di immaginare io stessa l’autore o, ancora meglio,