Vincent Van Gogh – La Sepoltura della Letteratura

Adam Zagajewski, un poeta nondove

Adam Zagajewski, un poeta nondove

[…] Così l’intelligenza abita in una modesta stanza del cranio, e quegli stati meravigliosi che ci furono promessi sono ricoperti di ragnatele, per ora dobbiamo accontentarci di un’angusta cella […] Abitiamo nella nostalgia: nei sogni si aprono serrature e chiavistelli. Così pensava della finitezza dell’Uomo Adam  Zagajewski, questo fa dire al grande filosofo tedesco, in

Van Gogh e il Giappone: quando l’arte vive di abbagli

Van Gogh e il Giappone: quando l’arte vive di abbagli

Abbiamo lasciato il nostro Van Gogh con le valigie in mano tra Parigi e la Provenza. Siamo nell’inverno del 1888 e il nostro amico arriva ad Arles. È quanto di più vicino al Giappone si può permettere: il sole, la bellezza dei paesaggi, la tranquillità della gente sono per lui paragonabili al paese del Sol Levante.

Gli occhi a mandorla di Van Gogh

Gli occhi a mandorla di Van Gogh

Dietro Van Gogh c’è il Giappone. È lui, gli occhi intensi, fissi, il capo rasato come un monaco zen; è un altro Van Gogh, un secondo Van Gogh, complementare a quello del cappello di paglia e dell’orecchio tagliato, al pittore dei mangiatori di patate, gialli come fossero essi stessi patate, neri della fuliggine delle case

In principio

In principio

Chi segue La Sepoltura della Letteratura avrà incominciato a prendere dimestichezza con le sue tre rubriche; oggi ne aggiungiamo una quarta, dal titolo Intersezioni, che avrà cadenza settimanale: tutte le domeniche (ma, come scrive Zerocalcare, non è un patto di sangue) vi presenterò (o propinerò, vedete voi) racconti strani sull’arte e la letteratura orientale, e sui