Rudy Toffanetti – La Sepoltura della Letteratura

Il prossimo uragano porterà il tuo nome

Il prossimo uragano porterà il tuo nome

L’abbiamo aspettato tanto: Cane magro, il libro di Chiara de Cillis, edito da Italic Pequod. Avevamo già pubblicato due sue poesie (qui e qui), qualche tempo fa. È un libro piccolo, bianco, impalpabile. Tutte le parole di Cane magro sono impalpabili, anche quando si mostrano poderose, e diventano temporali; anche quando la parola è violenza,

Piöva, di Davide Ferrari

Piöva, di Davide Ferrari

  Piöva, gh’è la nebbia e piöva, e ‘m piöva dentar intänt che un vegg al suna e piängia al pianofort. G’ho un po’ trop büs adoss e sensa recipient as ciapa gnent, i gut i sbàtan cuntra j oss me una turtüra, i scavan l’anima e la mort l’aspéta in fund. Piöva, piöva e

I condomini dei defunti o la casa dei desideri

I condomini dei defunti o la casa dei desideri

Diario di un viaggio nell’Ade – III   E allora è così. Non c’è proprio nulla da fare. Non soltanto i Greci credevano fermamente in fantasmi, mostri, regni al di là della terra e dèi, ma queste loro credenze erano pure ordinate su precisi binari mentali che rispondevano a alcune necessità psicologiche. L’esistenza degli inferi

Navigando verso l’oltretomba di Omero

Navigando verso l’oltretomba di Omero

Diario di un viaggio nell’Ade – II   Bene, caricata la nave siamo partiti. Ma dove si trova il paese più introvabile di tutti? Se si dovesse compiere una descrizione geografica dell’Ade, della sua collocazione all’interno dell’universo, del percorso per arrivarci e dei vari elementi naturali che lo connotano, non si potrebbe fare altro che

Preparativi: sognare con Omero

Preparativi: sognare con Omero

Diario di un viaggio nell’Ade – I   «Scusami un po’, ma le Erinni esistono veramente?» Era una ragazza di ginnasio, ed era seria. L’ho guardata un po’ stupito, un po’ imbarazzato: «Ma no, sono solo un mito. Non ti preoccupare…» e me la sono cavata. Tuttavia a casa, la sera, stesomi sul mio bel

Campi, pianura, attese e stazioni

Campi, pianura, attese e stazioni

Quando in mezzo alla banchina della stazione e quando tuoneggiano i piedi delle persone riconosco le tue gambe: i tuoi passi sono come il rumore della pioggia sulle finestre il suono più dolce delle tempeste. (Rudy Toffanetti, Sul Confine, Torino, Aragno, 2016) Non è un articolo come gli altri, questo. Non sempre accade di veder

Suburbana, di Rudy Toffanetti

Suburbana, di Rudy Toffanetti

Cosa aspettate uomini alla stazione Qualcuno che vi rapisca O vi porti via In periferie sconosciute Cinte da tramonti di carta vecchia Sciolti in piume e petali di fiori Dove il cemento si liquefa in cera? Giocano a rimpiattino le rotelle di ghiaccio Di questo inizio secolo In cui tutto ancora intatto In polvere già