• Atelier

    Le mirabolanti miniature del Quattrocento

    Immaginatevi un cielo blu, di un blu profondissimo e perfetto: le stelle una a una stanno bucando la volta mentre la luna, sulla sinistra, assume un contorno sempre più definito. E all’improvviso passa una cometa, brillantissima, che rapisce il nostro sguardo e cattura tutta la nostra attenzione. Se il cielo è il rinascimento italiano, quella cometa è la pittura ferrarese del Quattrocento, e in particolare un’arte spesso dimenticata e invece ricca di grande fascino: la miniatura. Siamo nel 1455, in primavera. Borso d’Este, signore di Ferrara, fratello del compianto Leonello, figlio del possente Ercole, ha deciso di spendere un po’ di denaro e di farlo regalandosi la più sontuosa copia…

  • Sandro Botticelli, Dante e Beatrice
    Atelier

    Uscimmo a riveder le stelle?

    Nel mezzo del cammin di nostra vita… Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici (soprannominato il Popolano e cugino di secondo grado di Lorenzo il Magnifico), desiderando uno sfarzoso manoscritto della Divina Commedia, delegò al copista Niccolò Mangona di scriverne il testo e all’artista Sandro Botticelli di realizzarne le illustrazioni. È così che tra il 1480 e il 1495, Botticelli produsse cento disegni su pergamena, ricostruzione di tutti i Canti ed un primo spaccato dell’Inferno; tuttavia alcune tavole vengono considerate perdute (dell’Inferno II-III-IV-V-VI-VII, XI, XIV) o non realizzate (del Paradiso XXXI e XXXIII). Tra le tavole conosciute vi sono “La voragine infernale (o Pianta dell’Inferno)”, l’unica completa che introduce i Canti dell’Inferno, e…

  • Andrea del Castagno, Assunzione della Vergine tra i santi Miniato e Giuliano
    Atelier

    Storia di un assassino: Andrea del Castagno

    Trace the origin of – IV   Correva l’anno di Nostro Signore 1550 quando avvenne, non di punto in bianco ma annunciata da precedenti di un certo rilievo, la pubblicazione di un’opera fondamentale per la storia dell’arte: Le vite de’ più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue sino a’ tempi nostri di Giorgio Vasari. La fama di quest’ultimo, pittore davvero prolifico richiesto nelle principali corti italiane dell’epoca, è legata sia agli Uffizi – commissionatigli da Cosimo I de Medici qualche anno dopo la prima edizione delle Vite – e, in particolare, all’opera letteraria nella quale racchiuse, a suo giudizio, tutto ciò che era degno di memoria da Cimabue…

  • Botticelli Primavera
    Atelier

    Bellezza​ ​geniale​ ​e​ ​congeniale:​ ​uno​ ​sguardo​ ​sul​ ​Rinascimento

    Aristotele disse che «La bellezza è la migliore lettera di raccomandazione». Citazione associabile, spesso in senso letterario, a ciò che accadeva nelle corti signorili rinascimentali: un mecenate, ossia un signore, promuoveva e finanziava l’attività artistica per celebrare e per celebrarsi. L’artista, dunque, metteva la propria opera al servizio della gloria del signore, trasformandosi in cortigiano e in raffinato umanista. La percezione della bellezza, da parte dell’artista rinascimentale, era quindi determinata dal suo ambiente filosofico e politico, dalla sua esperienza visiva, dalle esigjenze dei suoi committenti e dai tentativi di migliorare il suo status professionale nella società, ponendosi alla pari con quello dei poeti e degli architetti. Nel panorama degli Stati…