Tag Archives: Recensione

Storia di vagabondi e frammenti

La pioggia a Cracovia è la storia di una consunzione interiore. Il linguaggio è franto, secco, e si affida a due monologhi alternati, a due voci che scandiscono regolarmente il libretto: un fotografo innamorato e ferito, e un clochard, che ha così tante ferite da

Il guardiano della collina dei ciliegi

Shizo Kanakuri ama correre nei boschi che circondano Tamana, un piccolo agglomerato di case in legno che formano un villaggio circondato dalle colline, spesso sconquassate dai terremoti, su un’isola nel sud del Giappone. Giunto a Tokyo, le sue abilità nella corsa vengono scoperte da alcuni

Carmen Korn è tempo di ricominciare

È tempo di ricominciare

È tempo di ricominciare per coloro che hanno subito gli orrori dei campi di concentramento e per quanti non hanno mai perso la speranza di riabbracciare i propri cari, aggrappati ai sottili fili della speranza, per chi ha perso i propri familiari, per i delatori

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L’ideale dell’ostrica di un NEET

Avvertenza: il linguaggio di questo romanzo è decisamente colloquiale, con ampio uso di turpiloqui e neologismi digitali. Decisamente inadatto ai puristi della lingua e a coloro per cui le imprecazioni sono tabù. Settembre, il mese di grandi propositi e iniziative, l’estate agli sgoccioli… tutto cambia,

Lune di miele, di Chuck Kinder

Lune di miele è un libro estremamente americano. È americano fino al midollo, non solo perché a scriverlo è stato Chuck Kinder, non solo perché è ambientano nella California degli anni 70, non solo perché i protagonisti sono americani. È un libro americano per i