Poesia– Pagina 2 di 10 – La Sepoltura della Letteratura

Marie Luise Kaschnitz e il coraggio di non essere eroi

Marie Luise Kaschnitz e il coraggio di non essere eroi

Non coraggiosa I coraggiosi sanno Che non risorgono Che non ricrescerà loro la carne Nel giorno del giudizio Che non ricorderanno più nulla Non rivedranno nessuno Che niente li aspetta Nessuna beatitudine Nessuna tortura Io Non sono coraggiosa Quando alle aquile del nazismo furono spezzate le ali, la popolazione tedesca uscì dai rifugi e aprì

Perdizione e direzione, di Francesco Di Domenico

Perdizione e direzione, di Francesco Di Domenico

  Ora che l’infinito è finito Non sono più affine ad un eventuale fine E se m’imbarco in qualche nuovo inizio So già come finisce. Finisce. Avrò la giusta vittoria e non più rivincita L’arco all’arciere, la farina al sacco. Ora che l’infinito è già ieri Non resto scisso e sinistro a cercare l’amor rescisso

Dante maestro perpetuo

Dante maestro perpetuo

S’io avessi le rime aspre e chiocce, come si converrebbe al tristo buco sovra ‘l qual pontan tutte l’altre rocce, io premerei di mio concetto il suco più pienamente; ma perch’io non l’abbo, non sanza tema a dicer mi conduco; che non è impresa da pigliare a gabbo discriver fondo a tutto l’universo, né da

L’esule Hrand Nazariantz

L’esule Hrand Nazariantz

Bari Mezzanotte: ecco suonan lenti i dolci Colpi notturni. Come una parvenza di splendore e di gloria, alto s’accende l’orizzonte secreto del mio lungo esilio, verso l’infinito tesoro delle tue stelle, mezzanotte, o bianca città eletta del mio dolore errante: ecco il divoto cantico, o città nel profondo silenzio s’apre come cattedrale di puri, umili

La poesia è donna

La poesia è donna

Il mio corpo non è limite sufficiente Analizzo i delitti commessi con la parola e la paura si affretta accade che ignoro il senso vero delle cose anche se la parola rimane quando mi separo da essa sono vicina alle mie viscere comincio a confondere i limiti e le definizioni si perdono come una candela

Vivere con l’infinito addosso: e come il vento

Vivere con l’infinito addosso: e come il vento

È un lungo peregrinare, quello di Davide Rondoni. Un peregrinare nei luoghi e nei ricordi, e nelle pieghe della Gioconda della poesia italiana: L’infinito di Leopardi, di cui ricorre quest’anno il bicentenario. Cosa scrivere su L’infinito (e sull’infinito) che non sia stato detto, analizzato, che non suoni come la ripetizione o una spenta ricognizione del già

Paruyr Sevak, un poeta armeno

Paruyr Sevak, un poeta armeno

Lo stretto delle mani Le nostre mani si sono unite, Soltanto due mani. Ma è come se Non fossero le nostre mani, Ma… soltanto uno stretto: Ci siamo mescolati, Come due mari vicini, A lungo divisi… Paruyr Sevak è un poeta armeno, il primo di una serie di poeti di questo popolo così sublime e

Il passato è presente

Il passato è presente

Ah, maledetto destino che generai tanti figli gagliardi in Troia spaziosa, e non me ne resta nessuno. […] mi restano solo i vigliacchi, i ballerini, i bugiardi, che eccellono nei passi di danza, buoni solo a rubare in patria agnelli e capretti. Impreca Priamo nell’ultimo libro dell’Iliade quando, per riscattare il corpo di Ettore, accetta

Il cavalier Minato e la chimera

Il cavalier Minato e la chimera

È l’ora del tè, nel salotto di casa Manzoni. Intorno a un tavolino siedono gli invitati, che sbocconcellano pasticcini mentre l’autore dei Promessi Sposi versa loro da bere con fare cortese. «Grazie Alessandro, queste paste sono eccellenti!», esclama Giovanna d’Arco pulendosi la bocca con un tovagliolo. «Ah, perché, ci sono delle paste?», stupisce il poeta