Poesia contemporanea – La Sepoltura della Letteratura

Muri corpo vivo. Ivan Tresoldi: il potere trasformativo della parola

Muri corpo vivo. Ivan Tresoldi: il potere trasformativo della parola

Con – tatto: forme di resistenza artistica nelle periferie Muri corpo vivo – pt. 1   La nascita della Street Art come fenomeno organico e connotato si fa risalire comunemente al boom del graffitismo nella New York tra gli anni ‘60 e ‘70, consacrata poi dall’invenzione della bomboletta spray negli anni ‘80 e riplasmata infine

Sei con tutti e con nessuno: la poesia di Nené Giorgadze

Sei con tutti e con nessuno: la poesia di Nené Giorgadze

Commemorazione su Facebook Il gioco è questo: sei con tutti e con nessuno. Frughi con le mani nel buio. Trovi una forma liscia, pensi di aver trovato un amico, invece è un coltello affilato col manico morbido, puoi conficcarlo nello spazio virtuale fino all’impugnatura rivelare il segreto che sei morto, che hai chiamato gli amici

Una volta amiamo, le altre ci proviamo, di Paolo Cerruto

Una volta amiamo, le altre ci proviamo, di Paolo Cerruto

  Temiamo il buio fuori da questo bar quindi resta qui che potrei parlarti per ore di noi alle medie verso scuola, di quel primo bacio sottoterra o di quello che ho provato a darti in ascensore. Potrei parlarti di quando andavamo in bicicletta paralleli come binari che sperano deragliamenti per potersi finalmente toccare; potrei

La poesia in dialetto: intervista a Davide Romagnoli

La poesia in dialetto: intervista a Davide Romagnoli

Di Davide Romagnoli, poeta dell’hinterland milanese, abbiamo pubblicato una bella poesia l’anno scorso. Sulla poesia in dialetto c’è ancora molto da dire, però, e abbiamo pensato di parlarne assieme. Partiamo da questo fatto curioso, il dialetto. In Italia non è così inconsueto, però è curioso che qualcuno abbia ancora un rapporto con il dialetto a

Perdizione e direzione, di Francesco Di Domenico

Perdizione e direzione, di Francesco Di Domenico

  Ora che l’infinito è finito Non sono più affine ad un eventuale fine E se m’imbarco in qualche nuovo inizio So già come finisce. Finisce. Avrò la giusta vittoria e non più rivincita L’arco all’arciere, la farina al sacco. Ora che l’infinito è già ieri Non resto scisso e sinistro a cercare l’amor rescisso

Ma allora il dialetto è una lingua?

Ma allora il dialetto è una lingua?

Quest’estate vi abbiamo presentato una poesia di Davide Romagnoli, Derva l’edicula visin a la funtana, scritta in milanese; un po’ di tempo prima, invece, era stata la volta di Davide Ferrari, Piöva, in dialetto pavese. Ci siamo concentrati nei commenti sull’argomento delle poesie, e meno sulla forma, e soprattutto sulla bizzarria di questa scelta: scrivere in

Derva l’edicula visin a la funtana, di Davide Romagnoli

Derva l’edicula visin a la funtana, di Davide Romagnoli

  Derva l’edicula visin a la funtana, l’è amò prest, i giurnaj de fianc, panchett de par lûr in campagneta, un sciur, vêg, piegâ da la gravità purtâ da l’umbra del so corp moll slisa la brina del matin trop prest. El rîd el fujam, bele mort, ai rob ch’j turnaran amò indrè. Schiscia el

Il duplice realismo delle poesie di Silvia Leuzzi

Il duplice realismo delle poesie di Silvia Leuzzi

[…] Ci vuole poco ad ammazzare un poeta, basta aspettarlo di sera in un Idroscalo qualunque un corpo abbandonato e disosso non mette paura, è cencio tra cenci deturpati. È stato facile ammazzare un frocio nel 1975 ogni casa ha tirato il fiato, non si poteva pensare ad altro con quella parola stridula e quel