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    Varujan, Mandelstam, Celan: tre poeti per non dimenticare

    Sono trascorsi vent’anni dalla fine del Novecento ma, nonostante le nuove tecnologie, la globalizzazione e lo sfaldamento delle grandi ideologie, non riusciamo a intravedere qualcosa di nuovo e di positivo all’orizzonte, anzi annaspiamo, risuscitando mostri, che solo la memoria di quel che furono, può ricacciare nel sottosuolo, in cui la storia e il tempo li ha seppelliti. Il Novecento è stato un secolo nel quale si sono realizzate tutte le follie politiche e filosofiche, coltivate e razionalizzate nei secoli precedenti. Il nostro Dante Alighieri, nella sua Divina Commedia, tanto letta e apprezzata da poeti come Varujan e Mandel’stam, durante quelle ore terribili di persecuzione e di morte, ha dato l’interpretazione…

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    L’esule Hrand Nazariantz

    Bari Mezzanotte: ecco suonan lenti i dolci Colpi notturni. Come una parvenza di splendore e di gloria, alto s’accende l’orizzonte secreto del mio lungo esilio, verso l’infinito tesoro delle tue stelle, mezzanotte, o bianca città eletta del mio dolore errante: ecco il divoto cantico, o città nel profondo silenzio s’apre come cattedrale di puri, umili simboli. O città aperta innanzi al chiaro acciaio del tuo mar quest’ è l’ora chiara e perfetta in cui un radioso carcere intonar potrebbe il mio dolore vagabondo. […] E la mia anima, che questa notte a sua severa immagine riplasma, sogna, sogna, nel cantico devoto consacrato alla tua fortuna e alla tua bella gloria,…

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    Daniel Varujan e il genocidio armeno negato

    Il pianto di Dio Quando nello spazio non si era ritirato ancora il Nulla di questo Universo, io credo che Dio cercasse qualcosa, come rimedio alla ferita della noia. In un istante girò intorno allo spazio, e non trovò nulla tranne se stesso: volle un’Essenza della sua Essenza: – e la sua Essenza fu la sua eco. Poi ritornando, triste e addolorato, dal sordo Silenzio e dal cieco Nulla, anche da loro volle qualcosa, ed essi diedero se stessi, cioè non diedero nulla. Quando Egli trovò l’Immensità così vuota, provò un profondo, crudele dolore: e sul Silenzio e sul Nulla pianse dal cuore la sua disperazione. Cadendo, le sue lacrime…