Novecento– Pagina 2 di 4 – La Sepoltura della Letteratura

Osvaldo Cavandoli: L’artigiano, non artista, del fotogramma

Mi sento un artigiano del fotogramma. Vi piace? Devo precisare che ho un’ottima opinione dell’artigiano-artista. Deve lavorare con la testa, con le mani, con tutto. Chi fa del cinema dal vero, cioè regia, in fondo prende cose che ci sono già, sceglie personaggi, inquadrature, storie eccetera. Magari può permettersi un attore come Robert De Niro

Bukowski, ultimo atto.

Capita molte volte che nell’ultima parte di esistenza un essere umano intraprenda un colloquio con se stesso per formulare una sorta di calcolo finale, stilare un resoconto definitivo catalogando il proprio passato al fine di rendersi cosciente di averlo vissuto e infine di accettarlo. Così si suddividono i ricordi, per comprendere ciò che di buono

Daniel Varujan e il genocidio armeno negato

Il pianto di Dio Quando nello spazio non si era ritirato ancora il Nulla di questo Universo, io credo che Dio cercasse qualcosa, come rimedio alla ferita della noia. In un istante girò intorno allo spazio, e non trovò nulla tranne se stesso: volle un’Essenza della sua Essenza: – e la sua Essenza fu la

Il rimedio miracoloso

La tendenza del guadagno moderno si basa sull’abilità di prevedere che tra poco la tal cosa diventerà necessaria e sul fatto di riuscire a toglierla dalla circolazione in modo da mercanteggiare la propria ricchezza. Questa lucida visione del commercio e dell’economia si applica perfettamente alla situazione odierna: per ottenere dei guadagni bisogna scommettere sull’emergere di

Il secondo capolavoro di Rebecca West: Nel cuore della notte

Faceva caldo come in piena estate, e il sole tracciava sul pavimento delle strisce di luce color miele che riverberavano nell’aria un tremolio di granelli di polvere. Fin dalle prime righe del secondo capitolo della trilogia di Rebecca West dedicata alla famiglia Aubrey, intitolato Nel cuore della notte, si viene travolti dalla straordinaria potenza evocativa

In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo

In un chiaro, gelido mattino di gennaio un lupo compare in Germania, nella desolata periferia coperta di bianco. Nel mese successivo il lupo viene visto (e fotografato) da Tomasz, un giovane polacco annientato dal lavoro e da una vita atroce, a pochi chilometri da Berlino. Grazie alla sua fidanzata, Agnieszka, la foto finisce sui giornali.

Paruyr Sevak, un poeta armeno

Lo stretto delle mani Le nostre mani si sono unite, Soltanto due mani. Ma è come se Non fossero le nostre mani, Ma… soltanto uno stretto: Ci siamo mescolati, Come due mari vicini, A lungo divisi… Paruyr Sevak è un poeta armeno, il primo di una serie di poeti di questo popolo così sublime e

La vita vera è nei dettagli

A volte capita di finire nella stessa stanza con qualcuno che ci incuriosisce. Lo guardiamo, questo signore anonimo, grigio, senza arte né parte: un uomo che parrebbe aver fatto suo il motto di Epicuro, «vivi passando inosservato» al punto e preso talmente alla lettera da potersi confondere con l’ambiente, da essere invisibile. Eppure quest’uomo ci attira,

Zelig fotogramma

Quando “Zelig” era solo un film

Quante volte la parola zelig trova collocazione nel nostro lessico attuale. Viene usata in politica, in medicina, nello spettacolo. Pochi però riconducono il termine al mondo del cinema dello scorso secolo, più precisamente alla filmografia del grande Woody Allen. Lui, nato in una famiglia ebrea, spesso tratta suddetta tematica nelle sue produzioni, ironizzando la sua