• Banksy a visual protest
    Atelier

    A visual protest: una mostra non autorizzata per un artista non autorizzato

    Banksy, uno degli artisti più conosciuti del terzo millennio (e se non lo conoscete, leggete questo nostro articolo e scoprirete di esservi già imbattuti in una delle sue opere più instagrammate) è il protagonista di una mostra al Mudec di Milano dal 21.10.2018 al 14.04.2019.  Si tratta di una mostra particolare: è la prima monografica di Banksy ospitata in un museo pubblico italiano. Una mostra non autorizzata Realizzare mostra su Banksy non è un’impresa semplice. È un artista tanto comunicativo e tanto autoesplicativo che ogni commento alle sue opere se non ben calibrato risulta immediatamente lapalissiano. E il rischio di spiegare Banksy secondo la classica impostazione da manuale di storia dell’arte riducendo…

  • Carlo Emilio Gadda
    Miscellanea

    Ma allora il dialetto è una lingua?

    Quest’estate vi abbiamo presentato una poesia di Davide Romagnoli, Derva l’edicula visin a la funtana, scritta in milanese; un po’ di tempo prima, invece, era stata la volta di Davide Ferrari, Piöva, in dialetto pavese. Ci siamo concentrati nei commenti sull’argomento delle poesie, e meno sulla forma, e soprattutto sulla bizzarria di questa scelta: scrivere in dialetto. In quale lingua si debba scrivere è un annoso problema. Alcune nazioni, in genere quelle con un’amministrazione statale centralizzata, l’hanno risolto prima. Altre, invece, hanno difficoltà a risolverlo ancora adesso. Una di queste nazioni è proprio l’Italia, e il problema è ampiamente conosciuto come questione della lingua. L’Italia, come si sa, è infatti costellata…

  • Rinascita della Letteratura

    Storia di un’Heidi irrisolta

    Non fatevi ingannare dal titolo: non sto per parlarvi della celeberrima serie animata, in cui i verdeggianti monti svizzeri sorridono alla dolce bambina che porta al pascolo le caprette. O meglio, in qualche modo c’entra anche lei, ma l’Heidi di cui vi parlo oggi è una donna che nella realtà si chiama Chiara, ha trentacinque anni e come ogni milanese che si rispetti lavora dodici ore al giorno. Suo padre, devastato dalla demenza selettiva, è convinto di essere il vecchio dell’alpe, con grande premura si preoccupa delle sorti di Fiocco di neve e di Nebbia, oltre a rivolgersi a sua figlia come se fosse Heidi. Chiara è una donna irrisolta,…

  • Milano Skyline città e poesia
    Miscellanea

    Storia di palme, città e poesia

    Parliamo di palme. Ancora? No, dai le palme no. E poi sono bruciate, chissenefrega. Dai su, chissenefrega. Beh, intanto ne è stata bruciata solo una. E poi, su questa storia delle palme rachitiche gentilmente offerte da Starbuck’s per adornare piazza Duomo a Milano ci sono alcune cose da dire. Al netto delle dei commenti francamente discutibili e strumentalizzanti sulla presunta “africanizzazione” di Milano, su cui non mi soffermo nemmeno, mi vengono in mente alcune osservazioni: 1) Giusto giusto a settembre stavo pensando: «Ma guarda che belli questi alberi in piazza Duomo». 2) Le palme con il Duomo sono interessanti ma un po’ kitsch. Più o meno come il cioccolato fondente…

  • Franco Loi
    Cerco la strofa

    Franco Loi, spettatore del secolo breve

    Poetry is the new tweet – Parte I   Franco Loi è con tutta probabilità il più grande poeta italiano vivente. Il 21 dicembre ha incontrato i ragazzi dell’associazione di teatro Studio Novecento. Loi è un maestro che non si nega mai al confronto ed è sempre entusiasta nell’incontrare i giovani. Siamo onorati (ed emozionati) nel presentare la trascrizione di questo incontro, che, per volere del poeta, si è strutturato da subito come un dialogo fra lui e il pubblico. Ne è scaturita una sorta di intervista collettiva, troppo lunga perché potesse essere presentata integralmente: abbiamo allora scelto le parti che ci sono sembrate più significative, e le pubblichiamo qui…

  • Milano L'insolita Rumba di Biagio Autieri
    Rinascita della Letteratura

    Una rumba di periferia

    Se proprio vi interessa mi chiamo Aniello, Salvatore Aniello e mi chiamano Totò. Dicono che somiglio a quello dei film da ridere perché mi metto la pomata sui capelli, ho gli occhi nerineri e la parlata napoletana che con le ragazze non aiuta proprio. A me mi piace cantare e non so se lo so fare bene, dico bene da fare un disco, andare in televisione e tutte quelle cose che ti fanno cantante veramente. Tengo diciannove anni e non ho mai fatto niente però quando sto messo come una mappina qualche lavoro lo trovo: all’ortomercato scaricando i camion o barista da un amico di mia zia, ma sono cose…