• Our War Benedetta Argentieri
    Il Cinematografo

    Our War e la poesia del popolo curdo

    Ci sono film che non si riescono a vedere facilmente. Escono, ma i cinema li tengono poco, o non li tengono affatto. Nemmeno quando vengono presentati a festival di primo piano. È il caso di Our War, il documentario di Benedetta Argentieri, Bruno Chiaravalloti e Claudio Jampaglia. E questo per dire il perché di una recensione fuori tempo massimo di un film prodotto più di due anni fa, passato a Cannes e a Venezia nel 2016 che parla di una guerra che – in apparenza – sta finendo, e che il titolo scopertamente, spudoratamente, chiama Our War, la nostra guerra. La guerra contro l’Isis non è un argomento nuovo su…

  • Intersezioni

    La parrucchiera di Kabul: emancipazione tra spazzole e trucchi

    Fortunatamente, sono una Lady Marian del mio tempo. Ho coscienza, intelligenza e talento ma sono destinata a continuare a vivere in cattività dietro le sbarre della prigione della vita come un uccello in gabbia. […] (versi tratti da una poesia di Farida Alami) La meravigliosa lirica di Farida Alami funge da prologo al libro di Deborah Rodriguez: La Parrucchiera di Kabul, da cui ho tratto questi versi iniziali. La poesia, con la sua potenza evocativa, ha la capacità di sintetizzare in immagini e suoni il dramma delle donne, una storia millenaria di soprusi e sottomissione. La Parrucchiera di Kabul, scritto con l’amica Kristin Ohlson, è stato pubblicato per la prima…

  • Orhan Pamuk Istanbul
    Intersezioni

    Orhan Pamuk e il volto di Istanbul

    È una città di quelle che ti prendono alle spalle, ti aggrediscono e ti lasciano lì, solo, pieno di dubbi e con una grande voglia di vivere nel cuore. Nera nera d’autunno, scintillante in estate, cambia d’abito come una grande attrice, tra un atto e l’altro. Istanbul. Oggi appare forse meno malinconica al visitatore, abbacinato da quei minareti, da quel sole a distesa su case e insegne e cose, palazzi e gente; ma è solo un’impressione, dietro i vetri brillanti si nasconde un’altra Istanbul, una seconda e più antica, che oggi vediamo nelle giornate di pioggia, quando le nubi vorticano sul Bosforo e l’acqua scorre per le strade; e minuti…

  • Miscellanea

    2016 tra guerra e speranza

    Quest’anno ci siamo risvegliati da un lungo sonno. A poco sono serviti i richiami, i servizi, le raccomandazioni. Ci siamo svegliati e il risveglio è stato di quelli che ti lasciano la bocca impastata, la mattina, quando sei lì, e non capisci se stai ancora sognando o no, e i pezzi del sogno incominciano a perdersi dentro la testa. Come quando ti svegli lontano da casa, e apri gli occhi, cerchi la lampada sul comodino ma poi ti ricordi che non sei a casa tua, e che la tua lampada e il tuo comodino sono lontani chilometri e chilometri. Sono quei cinque-sei secondi in cui metti a fuoco tutto questo,…

  • Ivan Aivazovsky, Diluvio, 1864
    Intersezioni

    Al tempo del Diluvio: Gilgamesh e il crepuscolo del mito

    L’antica Grecia, allo storico ottocentesco, doveva sembrare una sorta di grande fungo che spuntasse così, dal nulla, in un mondo barbaro in cui non vi erano grandi civiltà ispiratrici, escluso il troppo antico Egitto e l’inviso (nonché invidiato) Impero Persiano. La superiorità e ancor più l’originalità del mondo greco erano concetti ovvi e indiscussi. Certo è che i greci, orgogliosissimi, hanno fatto di tutto perché i posteri così pensassero, per elevarsi da quei popoli balbettanti e balbuzienti che li circondavano. E, nonostante i secoli, il pregiudizio è duro a morire, almeno nelle scuole. Per fortuna, però, oggi si può mostrare che la Grecia non è nata dal nulla e che,…

  • Henri Matisse Gioia di vivere origini del carpe diem
    Intersezioni

    Un mesopotamico carpe diem

    Una delle poesie più famose di tutti i tempi è forse il carme del Carpe Diem di Orazio: una perla per coesione, ritmo, capacità evocativa. Una perla che invita a cogliere ogni momento della vita, e a preoccuparci di meno del capire cosa ci riserva il domani, quali saranno le coincidenze, le prenotazioni e gli scorni della nostra vita futura: Tu non chiedere (conoscerlo è sacrilego) quale fine a me, quale fine a te gli dei abbiano dato, Leuconoe, e non tentare le cabale di Babilonia. Quanto è meglio quel che sarà, patirlo! Che Giove ti abbia accordato molti inverni, che sia l’ultimo quello che il mare Tirreno strema contro gli…

  • Gilgamesh arte sumera
    Intersezioni

    Gilgamesh: prima del mondo

    Più che un articolo, è una richiesta. Disperata. Alla Mondadori, che non stampa più da anni L’epopea di Gilgamesh a cura di Giovanni Pettinato. Detta così, sembra una richiesta da mettere poco più in alto delle preoccupazioni di non trovare il colluttorio della argento, per cui, giuro, c’è gente che farebbe follie. Per non parlare del dentifricio fluorescente rosa.  No, non capite: l’edizione di Giovanni Pettinato è un importantissimo progetto editoriale, l’unica edizione italiana filologicamente accurata e integrale di questa antica epopea, uno dei massimi lavori di traduzione, ricerca, di acribia di altri tempi, una perla… Sì sì amico, bellissimo tutto, scusa se ti interrompo, ma… famo a capisse… che…