letteratura novecento – La Sepoltura della Letteratura

Ishiguro, Never Let Me Go – Metafora di un’umanità ai tempi del Coronavirus

Ishiguro, Never Let Me Go – Metafora di un’umanità ai tempi del Coronavirus

«Questo romanzo straordinario e, alla fine, spaventosamente intelligente non riguarda affatto la clonazione o l’essere un clone. Riguarda il motivo per cui non esplodiamo, perché non ci svegliamo un giorno e andiamo singhiozzando e piangendo per la strada, buttando tutto a pezzi a causa del senso crudo, esasperante e completamente personale della nostra vita, non

Calvino in musica: Claudio Angeleri e il Castello dei destini incrociati

Calvino in musica: Claudio Angeleri e il Castello dei destini incrociati

Di tutte le epoche passate il medioevo è forse quella che più ci lascia il senso di un altrove perduto e indeterminato, in cui tutto può succedere e il prodigio si mescola alla realtà. Da un punto di vista storico, infatti, ben poco accomuna le vicende di Stilicone o dell’invasione sassone delle Isole Britanniche con

Bukowski, ultimo atto

Bukowski, ultimo atto

Capita molte volte che nell’ultima parte di esistenza un essere umano intraprenda un colloquio con se stesso per formulare una sorta di calcolo finale, stilare un resoconto definitivo catalogando il proprio passato al fine di rendersi cosciente di averlo vissuto e infine di accettarlo. Così si suddividono i ricordi, per comprendere ciò che di buono

Il rimedio miracoloso

Il rimedio miracoloso

La tendenza del guadagno moderno si basa sull’abilità di prevedere che tra poco la tal cosa diventerà necessaria e sul fatto di riuscire a toglierla dalla circolazione in modo da mercanteggiare la propria ricchezza. Questa lucida visione del commercio e dell’economia si applica perfettamente alla situazione odierna: per ottenere dei guadagni bisogna scommettere sull’emergere di

Architettura di un sogno

Architettura di un sogno

Quando inizio un romanzo, mi piace scovarne l’architettura; le fondamenta; lo stretto viluppo delle tubature. È un processo vorticoso, ma che permette di abbracciare l’idea primordiale dell’opera. Certamente non è un qualcosa da fare quando leggiamo nel tepore del letto prima di addormentarci. Diciamo che è più un gioco letterario frutto del mio (sopito) amore

Una foresta tra la vita e la morte

Una foresta tra la vita e la morte

Durante la sua vita tra gli shuar non ebbe bisogno dei romanzi per conoscere l’amore. Non era uno di loro, e pertanto non poteva avere mogli. Ma era come uno di loro, e quindi lo shuar anfitrione, durante la stagione delle piogge, lo pregava di accettare una delle sue spose per maggiore orgoglio della sua