• Rinascita della Letteratura

    Bufalino e le fantamemorie della notte

    Mangiarono pochissimo o niente. Le portate, sebbene più ricche dell’ordinario, per come s’era ingegnato di condirle un secondino volenteroso, avevano un sapore nemico, né v’era boccone che in gola non diventasse una cenere. L’inappetenza, si sa, è d’obbligo nelle serate d’addio. Per cui, essendo l’esecuzione fissata ai primi barlumi dell’indomani, il barone non finiva di accalorarsi per questa ipocrisia di concedere ai condannati inutili ghiottonerie, mentre non s’aveva scrupolo di attossicargliele col pensiero della scadenza imminente. Gesualdo Bufalino, Le menzogne della notte, in Opere 1981 – 1988, Bompiani Milano, 1992, p. 565. La realtà inganna. L’uomo ancor meglio, perché può infiorettare i suoi Racconti le Memorie i Ricordi le Idee; può cuocere sublimi menzogne, astute finzioni,…

  • Rinascita della Letteratura

    Come la notizia di un naufragio

    Quando, qualche anno fa, feci leggere la prima redazione di un mio racconto a un mio zio, questo, chiosandone la lingua e lo stile, mi suggerì alcuni autori da cui trarre ispirazione, uomini con diverse, a volte opposte, concezioni poetiche, sciorinandomi una serie di titoli tra i quali me ne rimase impresso in mente uno: Le menzogne della notte. Un romanzo di un certo, allora a me ignoto, Gesualdo Bufalino. Gesualdo chi? Sì, proprio lui, Gesualdo Bufalino, siciliano, classe 1920, traduttore, insegnante colto, davvero molto colto e timido, venuto su a pane e poesia: Toulet, Virgilio, Rimbaud, Tibullo, Verlaine e Baudelaire (di cui è ancora in commercio una sua splendida…

  • Anonimo-scuola inglese-la morte conduce il suo esercito
    Eremos Kora

    Noi, Dante e la morte

    Per leggere la puntata precedente, clicca QUI. Prima o poi tutto finisce: un amore che ci ha infocato l’animo e il viso, un’amicizia che abbiamo creduto eterna e che poi si è sgretolata sino a sfaldarsi o per la debolezza dei pilastri su cui abbiamo costruito o per il cedimento del soffice terreno di sotto, finisce la guerra (illusione e forza di chi?) che non dovrebbe mai venire eppure è un cancro eterno, l’epoca (o una di quelle) che si è vissuti o attraversati magari incolumi come gli ignavi; la vita. Già, la vita. E l’amore.  Ci dice Petronio: un bisogno, una necessità, del quale la matrona di Efeso, in lutto, non…