• Ernesto di Umberto Saba
    Rinascita della Letteratura

    Autobiografia in terza persona: Ernesto di Umberto Saba

    Saba e la sua Trieste. Saba e i suoi volti animali, le sue parole scarne e vere. Saba del Canzoniere e di Storia e Cronistoria del Canzoniere: fin dalle superiori, tutti abbiamo imparato a conoscerlo. Raramente, però, si fa cenno a un piccolo romanzetto incompiuto, Ernesto, figlio di uno slancio creativo durato appena la parentesi del ricovero di suo padre – se non meno – a Roma nell’estate del ’53; creatura fragile che affonda le sue radici nella mente e nei ricordi del suo autore, tra le viuzze i cantieri il porto e il mare di una Trieste di fine Ottocento. La vicenda, scandita in cinque episodi, non ha confini…

  • Paolo Cognetti, Le otto montagne
    Rinascita della Letteratura

    Le otto montagne, di Paolo Cognetti

    Mi sono approcciata a Le otto montagne senza nessun tipo di aspettativa. Non sapevo cosa avrei trovato tra le pagine del libro di Cognetti: un romanzo? Un compendio su come ci si comporta in montagna? Il resoconto di un’esperienza di qualcuno realmente esistito? Non avevo letto la trama né mi ero mai dedicata ad altri libri dell’autore. L’unica cosa che sapevo era che tutti quelli che conoscevo e che l’avevano letto ne erano rimasti sinceramente entusiasti. E così mi ci sono dedicata anche io, come dicevo senza nessuna aspettativa stilistica o narrativa, ma con la sincera speranza di non rimanerne delusa. E così è stato. Wow. Dopo le prime pagine…

  • Klimt danae particolare
    Cerco la strofa

    Il prossimo uragano porterà il tuo nome

    L’abbiamo aspettato tanto: Cane magro, il libro di Chiara de Cillis, edito da Italic Pequod. Avevamo già pubblicato due sue poesie (qui e qui), qualche tempo fa. È un libro piccolo, bianco, impalpabile. Tutte le parole di Cane magro sono impalpabili, anche quando si mostrano poderose, e diventano temporali; anche quando la parola è violenza, è amore violento, abbiamo sempre la percezione di qualcosa che manca e che la poesia insegue sempre.  Come la poesia mistica araba, le poesie di Chiara de Cillis hanno sempre un tu, che altri non è che la persona amata. Anzi, in questo caso, la persona che ama. E qui vediamo la prima differenza, la prima…

  • Berthe-Morisot,-due-ninfe-che-si-abbracciano-1892
    Istantanee di poesia

    Mille quei boschi, di Chiara de Cillis

      34.2 Mille quei boschi in cui rendemmo grazie a Dioniso. Molti di più gli amplessi in cui io resi onore a te.   La poesia è tanto essenziale che forse solo il silenzio può accompagnarla. Due strofe, due frasi limpide perfettamente bilanciate, quasi della stessa durata, eppure asimmetriche. Il suono è lieve, caratterizzato da pochissimi accorgimenti: le due strofe che iniziano per la stessa lettera, e che quindi rimangono subito legate all’occhio e all’orecchio; le doppie di “rendemmo” e “amplessi”; le s di “amplessi”; “resi”; Dioniso”; il suono delle o e delle i che ricorrono; “più” e “te”, che allungano il verso e incorniciano la strofa. Tutto concorre a…

  • L'albero dei desideri
    Il Cinematografo

    L’albero dei desideri, un film da riscoprire

    Il rosso dei papaveri, il rosso acceso quasi dipinto, tipico di quelle pellicole degli anni settanta, che trasportano subito in un’atmosfera di sogno. Il bianco di un cavallo. Di un cavallo che muore. Un bambino lo guarda. Chiama un ragazzo. Il ragazzo chiama il vecchio del villaggio, Tsitsikore. È l’erba cattiva che ha l’ha ucciso, dice. Un tempo ci fu una battaglia. E i caduti chiedono ancora vendetta. L’erba è malata, meglio portare i cavalli a pascolare altrove. I corpi dei personaggi hanno qualcosa di etereo e insieme concreto che ricorda i film di Pasolini. Anche la regia ci sembra antica, venuta da lontano. Riprese fisse, stacchi. Poi ad un…

  • blank
    Istantanee di poesia

    Tra i binari come un treno, di Mattia Lo Presti

    Le coincidenze delle tue assenze sottratte come un furto, dissipate come fumo tra le onde plastiche dei boccoli, sono placebo benefico dei miei mali; night-line di nicchia delle mie serate neglette, sì che millimetrista la nenia della voce che giunge soffocata dalle tue labbra socchiuse, possa scorgere di soppiatto, quasi a negoziare ogni perla che s’è schiusa a persiana. E nei sogni, distante binari di metri da me, t’allontani nella nebbia fumogena dei treni portando via il miasma della gelosia che m’attanaglia. Sussurri gesti nuovi, strani; e dell’involucro fragile di cui mi circondo non resta che una traccia lontana, sospesa a metà tra la parte che nessuno vede e quella che…

  • blank
    Istantanee di poesia

    Da “erotismi” di Bianca Brecce

    pioggia. Le tue dita. pioggia occorre che la tua voce si versi sulle mie labbra occorre che le tue labbra facciano il mio viso ora che non ho piú labbra piú voce ora che il viso è di sangue e pioggia prendimi come la luce che ho amato che ha preso anche l’ultimo monte e l’ha fatto carne, carne rossa di sera e l’ha fatto fratello dell’altro monte, del cielo del mio corpo scomposto sotto al tuo sguardo pioggia. Le tue mani. pioggia la mia voce si versa sulle tue labbra il tuo viso di sangue e respiro. Erotismi. Il monte diviene carne e fratello del cielo. Pioggia che scende…

  • blank
    Rinascita della Letteratura

    Hitler, Socrate, Amore e Gelato

    C’è un tipo di lettura che amo particolarmente. Allargando il discorso si può parlare anche di modo di fare letteratura, perché no. Non riguarda tanto il non prendersi sul serio, quanto più ridere della propria serietà. C’è differenza. Hitler, Socrate, Amore e Gelato di Kim Chiari (Nativi Digitali Edizioni, 2014) è un testo che ascriverei a questa categoria. E mi è piaciuto abbastanza. A livello di intensità di narrazione il libro è molto marcato: si potrebbe benissimo inserire tra i punti forti di Chiari quello di riuscire a creare dal nulla situazioni e intrecci sempre vari. Di certo alcune trovate potrebbero risultare troppo pretenziose, altre grezze, ma in linea di massima tutto, nell’economia della storia, trova una…

  • Dante Canto XXXII. Dante Alighieri di Angiolo Bronzino, 1532-33
    Eremos Kora

    Noi, Dante e l’amore

    Per leggere la puntata precedente, clicca qui. Petronio, sedutosi proprio alla nostra sinistra, si rivolge agli altri poeti del cenacolo infernale, tra i quali spicca il nostro Dante vestito di rosso, emanando un intenso effluvio di profumi e fragranze mediorientali ad ogni suo gesto (lontano ricordo di quella Provincia Romana da lui governata?) e incomincia: «Viveva in Efeso una matrona tanto nota per la sua virtù, che anche le donne dei paesi vicini ne parlavano con ammirazione. Avendo costei perduto il marito, non contenta di seguirne il funerale con i capelli sciolti e percuotendosi il petto nudo alla presenza di tutti, seguì il defunto anche nella cripta sepolcrale, dove cominciò a …