Roberta Guzzardi: illustrare l’interiorità umana

Roberta Guzzardi

Avete mai conosciuto una psicoterapeuta illustratrice? Oggi vi parlo di Roberta Guzzardi, di un lavoro e una passione legate insieme dal suo immenso mondo interiore che la guida nel creare originali illustrazioni, buffe e graziose allo stesso tempo, in cui ognuno di noi può immedesimarsi.

Ho parlato un po’ con lei per scoprire molti aspetti in più di quel che possiamo vedere sul suo profilo Instagram.

Quando e come nasce l’idea di trasformare il tuo lavoro quotidiano in arte?

È stato un processo naturale e casuale. Mi sono trasferita a Roma per diventare fumettista, ma durante gli studi avevo la percezione che i miei disegni non fossero all’altezza di quelli dei miei compagni, sentivo di non essere portata per questo lavoro. Scelgo quindi di indirizzarmi verso la psicologia. Sono psicoterapeuta da molti anni e proprio sviluppando una carriera differente da quella che sognavo un tempo, ho ricominciato per diletto a disegnare, ponendo molta attenzione al mio mondo interiore, influenzata molto dalle nozioni che avevo appreso nel frattempo.

Come nasce Mostro? Trovo che sia molto rappresentativo e un’idea immediata e meravigliosa per dare forma alla nostra interiorità.

Fin da ragazzina Mostro ha fatto parte dei miei disegni , sebbene in una forma diversa e meno definita da quella di adesso. Dovevo rappresentare la parte scomoda di me stessa in qualche modo e riuscivo a farlo disegnando una ragazzina con accanto una figura indefinita e astratta. Solo quando partecipai nel 2019 a una challenge di Instagram che proponeva di illustrare una parola al giorno. Da qui nasce la ragazzina con il mostro, una breve storia casuale che dà vita alle numerose illustrazioni di adesso.

Mostro è un personaggio molto tenero, e questo ci fa capire che anche ciò che può spaventarci e ci rende negativi può essere invece un aiuto, diventare qualcosa di utile e bello se ascoltato con attenzione. Mostro si rivela sempre la guida e la compagnia più intima della ragazzina.

Qual è l’opinione dei tuoi pazienti e dei tuoi follower riguardo le tue opere?

Io mi occupo di terapia strategica breve con pazienti adulti con cui tratto problemi di vario genere, che interessano ogni aspetto della vita. Alcuni miei pazienti non sanno che disegno, altri ultimamente mi hanno conosciuta tramite le mie illustrazioni. Non utilizzo i miei disegni durante la pratica terapeutica, nonostante le opere siano a sfondo psicologico. Perché il tipo di terapia che utilizzo non include il lato artistico, a parte
alcuni rare eccezioni.

Per contro, i miei follower non sempre sanno che sono psicoterapeuta, se non quando approfondiscono la conoscenza esplorando la mia pagina.

Roberta Guzzardi

Le situazioni che tratti in terapia a volte ti danno ispirazione per nuove illustrazioni?

Può capitare che abbia ispirazione durante il colloquio con i miei pazienti ma nonostante questo le idee per i disegni provengono dalla mia sfera personale e interiore. Sono più che altro una terapia per me, per realizzare alcune situazioni emotive personali. Molto di questo varia a seconda dei periodi della mia vita.

Quali sono le tematiche che meglio riesci a esprimere attraverso le illustrazioni? Quali sono le tematiche che suscitano più riscontro da parte del pubblico?

Partono da sfoghi personali, quelli che hanno più effetto sono quelli che parlano delle relazioni e in particolare delle relazioni sentimentali, perché tutti ne siamo coinvolti, e perché spesso parlo di quel modo di relazionarsi che diventa tossico, negativo e questo aiuta molte persone a immedesimarsi e a ritrovare la propria situazione nel disegno. A volte poi, ho creato disegni più esistenziali, sul senso della vita, che hanno
suscitato molto riscontro.

In altri casi l’ispirazione nasce da ciò che ascolto o che leggo, una cosa che mi piace molto fare, conoscere e interessarmi di ciò che mi circonda. Gli input esterni di danno idee.

C’è stato un momento in particolare in cui il numero dei tuoi follower su Instagram è cresciuto?

I miei follower sono cresciuti moltissimo nel momento in cui durante il primo lockdown a marzo 2020 ho creato una striscia con Mostro che trattava proprio questo argomento. È diventata virale. Fino a quel momento i miei seguaci erano sempre stati sui 500 da quando avevo aperto il profilo circa cinque anni prima. Da marzo 2020 è cresciuta all’improvviso e ora cresce in modo costante.

Grazie a questa situazione sono riuscita a comunicare un aspetto che ha suscitato moltissimo interesse, dandomi molta visibilità.

Roberta Guzzardi Illustrazioni

Perché hai deciso di mostrare le tue opere su Instagram? Pensi che i social siano un buon modo per condividere stati d’animo e questioni riferite alla sfera emozionale e intima dell’essere umano?

Ho iniziato da Facebook, parte dal voler condividere. Mi hanno poi consigliato di spostarmi su Instagram che nel tempo ha avuto molto più successo per la condivisione dell’immagine e non della parola.

Dà un eco fortissimo: è come se fosse un megafono. Non devo però pensare al giudizio altrui o al gusto degli altri, perché influenza moltissimo. Io lo uso come un diario di scuola, per raccogliere quel che creo. Il pensiero di quale effetto può avere su chi sta dall’altra parte dello schermo, se può aiutarlo o dagli speranza o aiuto, c’è sempre. Non mi perdo comunque su questo, penso principalmente a condividere quel che faccio. A volte ho un giudizio differente delle mie opere rispetto a quello che danno gli altri. Penso sia banale, invece riscuote moltissimo successo, al contrario a volte reputo un’opera molto bella, ma non ha molto successo. Non bisogna comunque farsi influenzare troppo da questo.

Credo sia indispensabile essere coscienti che i social ti rendono vulnerabile e nudo, sei completamente scoperto, per questo ci vuole senso critico e parsimonia nel pubblicare contenuti. Alcuni disegni non li pubblico subito, ma solo quando mi sono disconnessa emotivamente da essi.

Hai dei progetti legati alla tua passione?

Sto realizzando un libro di illustrazioni sulla ragazzina e il mostro di cui la pubblicazione dovrebbe avvenire nell’autunno di quest’anno.

 

Roberta mi saluta facendomi partecipe di un suo sogno per il futuro. Le piacerebbe creare una graphic novel su questioni relazionali e sentimentali, creando una trama più complessa e lunga. Un progetto ambizioso su cui avrà il nostro pieno incoraggiamento, necessario per valorizzare artisti emergenti di rilievo proprio come lei.

Potete trovare online Roberta come psicoterapeuta al sito La psicologia a tratti semplici


Se l’articolo ti è piaciuto, leggi anche Le illustrazioni a tutto tondo di Luca Checchinato

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Ilaria Calò

Amo il silenzio, la riflessione e la parola scritta, sono affascinata da molte forme d’arte (ho un concetto di arte molto ampio) in cui includo, tra il resto, anche la natura e la scienza. Molti mi dicono che ho gusti retrò: lo considero un grande complimento. Credo profondamente in sole tre parole: “coerenza”, “rispetto” e “parola”.