Una volta amiamo, le altre ci proviamo

Paolo Cerruto Poetically scorrect

Dalla copertina di Coma Empirico per Poetically Scorrect, Eretica Edizioni, 2018

         

          Temiamo il buio fuori da questo bar
          quindi resta qui che potrei parlarti per ore
          di noi alle medie verso scuola, di quel primo bacio
          sottoterra o di quello che ho provato a darti in ascensore. 
          Potrei parlarti di quando andavamo in bicicletta
          paralleli come binari che sperano deragliamenti
          per potersi finalmente toccare; potrei raccontarti
          dell’urgenza di scrivere che m’assale quando ti vedo; 
          non potrei parlarti di tutto quel che dimentico
          aver vent’anni dopo averne compiuti ventuno. 
          O più probabilmente resterei in silenzio come oggi e 
          come sempre con te; mi devi una bombola d’ossigeno

          con dentro il fiato che mi togli di volta in volta. 

 

Ci sono poesie fatte di nulla, ma che dicono tutto lo stesso, come scriveva Montale. Poesie che sembrano nascere da sole, da un parlare fioco, ondeggiante, che procede a spirale e torna su se stesso, ogni volta mutato. Il ritmo è un’esca e un veicolo, è la trama sottile con cui si tiene a sé il lettore, cullandolo in un mondo familiare, vicino, dai toni crepuscolari. E’ un parlare senza parlare, è il desiderio della parola prima ancora della parola stessa. Forse, alla fine, la poesia è un parlare impossibile, un parlare a chi non si può parlare. Un andare a tentoni fino a quando l’urgenza, il desiderio, non provocano uno scarto in avanti, e quel mondo adolescenziale, quel ricordo, diventa un oggi, un qui, un adesso. L’ondeggiare morbido, flessuoso, della parola è il tempo stesso che si muove fino al momento presente, fino a questo dialogo, ancora per qualche minuto, in questo bar. E anche se fuori è buio e quel mondo familiare è ormai disperso, non importa: è un tempo sottratto al tempo, la poesia. In questa bolla di pochi istanti, sottratta al dominio della tenebra, si può, finalmente, dire. 

 


Paolo Cerruto nasce nel 1992 a Milano, dove vive e lavora nell’editoria. È fondatore del collettivo Tempi diVersi e segretario del Premio Alberto Dubito. La sua prima pubblicazione è in Re/search Milano (Agenzia X, 2015), seguita da un saggio in Passione poesia (Cfr, 2016) e uno scritto in Rivoluziono con la testa (Agenzia X, 2017). Nel 2018 ha pubblicato Poetically Scorrect, da cui è tratta questa poesia. 

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