Pasolini Matera: Notarangelo racconta

Pasolini Matera: Pier Paolo Pasolini Vangelo Secondo Matteo Notarangelo

Ricorre quest’anno il centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini, uno dei più grandi autori del Novecento, che più di ogni altro, da grande pedagogo qual era, ha denunciato in tutte le sue opere il becero sistema consumista/capitalista, che mostrava già tutte le contraddizioni, evidenti oggi in tutta la loro drammaticità.

Sono stati ristampati in quest’occasione gran parte dei suoi testi e numerosi sono i saggi, scritti da autori vari, e i libri di ricordi di amici e conoscenti del grande maestro.

Purtroppo nel mercato dell’editoria c’è un po’ di tutto, per questo ci tengo a segnalare ai lettori del nostro Blog la riedizione del libro di Domenico Notarangelo, Pasolini Matera, edizioni Giannatelli.

Il libro uscì nel 2013 con la preziosa prefazione di Padre Virgilio Fantuzzi, grandissimo studioso di cinema, che fu amico di Pasolini e dell’autore di questo libro. Già malato, Notarangelo volle racchiudere in un libro la sua esperienza straordinaria e quel libro è arrivato sino a noi, sua inestimabile eredità.

Notarangelo Pasolini Matera

Domenico Notarangelo nasce a Sammichele di Bari nel 1930 e fino alla fine della guerra studia in seminario, da cui sarà allontanato per le sue simpatie verso l’ideale comunista. Nel 1950 si trasferisce a Matera, che diventerà la sua città d’adozione. A Matera trova le condizioni per dare corpo ai suoi molteplici interessi: politici, sociali, culturali. Fotografo e giornalista è stato, per moltissimi anni, corrispondente per il quotidiano l’Unità della Basilicata, contribuendo a divulgare cultura e bellezze di quella terra.

Quando nel 1964 Pasolini arrivò a Matera per le riprese del Vangelo, Notarangelo fu inizialmente incaricato di proteggere il maestro, e dopo che i due si conobbero, il regista lo incaricò di trovare fra i materani i volti del popolo, quelli degli scribi e dei farisei per il film, e infine fu coinvolto a recitare nella parte del centurione romano.

Durante tutto quel mese di luglio, Domenico, con una macchinetta fotografica nascosta, ha raccontato la nascita e lo sviluppo di una grande opera d’arte, inseguendo il particolare di uno sguardo, di una veste, di un paesaggio che il bianco e nero nella sua infinità di grigi esalta e rende poetico.

La narrazione nel libro, che ricostruisce quei giorni, quei personaggi e i set del film, è fatta di episodi curiosi e di emozione collettiva che solo l’arte vera, che emana da un grande maestro, sa trasmettere.

Domenico Notarangelo, Pasolini a Matera, 1964
Domenico Notarangelo, Pasolini a Matera, 1964

Notarangelo ha raccolto in vita migliaia di testimonianze sulla civiltà contadina della Basilicata che ha rappresentato nelle sue fotografie e nei suoi libri, divulgando nel resto d’Italia la conoscenza di una realtà ai più ignota e ora quasi del tutto scomparsa. I suoi figli Mario, Toni e Peppe, che hanno ereditato l’immenso archivio del padre e lo hanno mantenuto pubblico per il dovere della memoria e della cultura, quest’anno hanno fortemente voluto la riedizione di questo libro, Pasolini Matera.

Ora però voglio presentarvi una delle prefatrici dell’edizione 2022 del libro, Marina Sonzini, che da anni si occupa di divulgare l’opera di Pasolini con iniziative culturali fuori dagli schemi e sempre molto interessanti.

In omaggio al maestro, Marina ha realizzato una mostra, inaugurata a Roma proprio il 5 marzo 2022 nella Chiesa Rettoria di Sant’Andrea al Celio, nella quale erano presenti le fotografie di Notarangelo scattate durante le riprese del film, assieme alle opere di Danilo Mauro Malatesta, David Parenti e Francesco Tonarini. La mostra, dal titolo Silentium: oltre il Vangelo secondo Matteo,  è stata successivamente ospitata a Matera ed è ancora in giro per l’Italia, ma lascio la parola a Marina alla quale chiedo:

Marina Sonzini
Marina Sonzini

Quando nasce la tua passione per l’opera di Pier Paolo Pasolini, che ti ha portato a promuovere iniziative culturali serie e fuori dai soliti canali di massa?

Quando Pasolini fu ammazzato, io ero una ragazzina. Ricordo solo i telegiornali dell’epoca e i commenti (quasi sempre sprezzanti) nelle famiglie. Ho fatto studi classici, ma Pasolini non era un autore che si studiava a scuola. L’ho quindi conosciuto veramente quando sono venuta ad abitare a Roma. Qui ho imparato che ogni cosa parla di lui e lui ha parlato di ogni cosa. Ed entrando nel suo smisurato corpus di opere, ho capito quanto il suo pensiero fosse avanti sui tempi e quanto sia oggi più che mai necessario. Negli anni ho conosciuto decine di persone che a vario titolo fanno parte del suo mondo: amici (ma purtroppo anche i parassiti), scrittori, registi, artisti, musicisti, attori.

Le strade dove ha vissuto, lavorato, osservato, scavato e infine dove è stato trucidato.

Le mie iniziative culturali? Roma, non serve che lo dica io, è un eventificio legato a doppia mandata con la politica. Gli eventi ufficiali servono in buona parte a spartire gli enormi finanziamenti che finiscono sempre alle stesse persone, le quali producono sempre gli stessi messaggi.

Io non ho mai preso un centesimo di contributi pubblici. I miei eventi sono sempre stati gratuiti e lo scopo per me sono la conoscenza, la cultura e l’arte, affinché possano arrivare a chiunque voglia accostarsene, possibilmente scevre da secondi fini, propagandistici o anche solo economici.

Per il centenario, io ho voluto raccontare cosa resta di vivo di Pasolini. E l’ho fatto.

Pasolini sul set di Matera, foto di Domenico Notarangelo
Domenico Notarangelo, Pasolini sul set del Vangelo secondo Matteo, 1964

Entriamo nel vivo del libro Pasolini Matera, bellissimo, scritto in italiano e in inglese, pronto pertanto per essere distribuito all’estero. Puoi raccontare come hai conosciuto i figli di Notarangelo e com’è nata l’idea della prefazione e forse anche della mostra?

A Roma, il 5 marzo (centenario della nascita), non c’erano mostre ufficiali. Sono iniziate a metà aprile e quelle più grandi apriranno tra metà ottobre e metà novembre. Questo per me era inconcepibile. Quindi insieme al grande fotografo Danilo Mauro Malatesta, che già aveva le sue opere di soggetto sacro esposte nell’Oratorio di Santa Silvia a Sant’Andrea al Celio, abbiamo deciso di farla noi una mostra. E trovandoci in un luogo sacro, non poteva che essere una mostra che raccontava Pasolini partendo dal Vangelo secondo Matteo. Abbiamo raccolto le locandine originali, trovato la cinepresa Arriflex che Pasolini usò per girare il film, messo assieme le opere d’arte di David Parenti (che dipinge Pasolini da 30 anni), i disegni di Francesco Tonarini e una ricchissima bibliografia. Poi ho chiamato Matera.

E Matera ha risposto, con generoso entusiasmo. Giuseppe Palumbo con il meraviglioso libro Pasolini 1964, e i figli di Domenico Notarangelo con le celeberrime foto scattate dal loro papà, ma spiegandomi che il libro che quelle foto raccoglieva, ultimo lascito di Mimì, era da tempo esaurito. Così ho chiamato le splendide sorelle Giannatelli, eroiche editrici materane, e lo abbiamo ristampato in tempo per la mostra, aggiungendovi una mia prefazione, che vuole umilmente tributare il mio ringraziamento alla memoria di Mimì Notarangelo e all’epoca (eravamo a febbraio), promettergli solennemente che avrei realizzato il suo sogno: riportare a Matera il Vangelo. L’ho fatto. La promessa l’ho mantenuta.

Locandina Silentium Pasolini
Fotografia della locandina della mostra Silentium: oltre il Vangelo secondo Matteo

Ora parliamo della mostra, racconta ai lettori, Silentium: oltre il Vangelo secondo Matteo, questo splendido omaggio al grande Pasolini, questa figlia prestigiosa che è ancora in giro per l’Italia.

La mostra è un modo per raccontare Pasolini partendo dal suo film più “anomalo”, quello rivoluzionario pur essendo totalmente aderente alle Scritture. Sono contraria a raccontare Pasolini sempre e solo col borghese voyerismo verso le sue inclinazioni sessuali e le immagini devastanti del suo cadavere. Per me Pasolini è quello che si interroga sulla società, sulla politica, sulla cultura, sulla Storia e sul senso del sacro. Ma anche sulla lingua della poesia, della letteratura e del cinema. E questo ho fatto. Il Cristo sociale di Pasolini sintetizza tutto questo. Mi ha permesso di raccontare ciò che di Pasolini è ancora tremendamente necessario. Ciò che non abbiamo capito. Tra le immagini del suo Gesù, che nella vita era uno studente che lottava contro la dittatura di Franco in Spagna, nella mostra ho appeso la foto di Enrico Mattei in Basilicata.

Il disegno che apriva la mostra era incorniciato con uno “straccetto rosso”, quello che nelle Ceneri di Gramsci Pasolini ricorda al collo dei partigiani. L’opera più importante della mostra era una Pietà rovesciata, dove un Gesù risorto (come quello del film di Pasolini) prende tra le braccia sua madre (nel film come sapete è mamma Susanna a interpretare la Madonna ai piedi della croce) e con lei l’umanità. A Matera abbiamo esposto la Pietà di Odessa, la tela che dopo la mostra Silentium di Roma, Malatesta ha portato in Ucraina e assieme al Vescovo di Odessa ha steso dinnanzi alle barricate nel giorno di Pasqua; a Matera abbiamo ricostruito il percorso del Vangelo all’interno degli Ipogei Motta, uno spazio immenso e di una bellezza arcaica ed evocativa che si dipana sotto il centro storico della città; abbiamo ospitato grandissimi registi, scrittori, studiosi. Sono state 6 settimane intense e indimenticabili.

Francesco Tonarini, Quien Sabe
Francesco Tonarini, Quien Sabe (particolare)

Poi una parte della mostra è andata ad Alba Adriatica, ospite del Comune e di Giancarlo Bucci che ha realizzato oltre 300 disegni dedicati a Pasolini, mentre gran parte delle opere di David Parenti, dopo una grande mostra ad Argenta (FE), sono ora esposte nel Museo Diocesano di Oristano.

Prossima tappa l’1 e 2 Novembre all’Idroscalo di Ostia, dove alla Galleria Ess&rre al Porto Turistico esporremo i disegni di Francesco Tonarini e il 6 novembre a Torrimpietra (Fiumicino), dove Maria De Luca e il suo Spazio Artistico Traccedarte proporranno uno spettacolo con un vero gigante del teatro italiano e dove ancora una volta esporremo una parte delle opere della mostra.

Da parte mia, posso solo ringraziare i miei compagni di viaggio, gli artisti, i figli di Mimì e soprattutto i segni che lungo la strada mi hanno dato la forza di continuare a sostenere questo sforzo ciclopico. Da sola, ma profondamente orgogliosa di averlo fatto per Pier Paolo, per non dimenticare.

 

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In copertina: Domenico Notarangelo, Pier Paolo Pasolini ed Enrique Irazoqui sul set del Vangelo secondo Matteo, Matera, 1964.

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Silvia Leuzzi

Ho un diploma magistrale e lavoro come impiegata nella scuola pubblica da oltre trent'anni. Sono sposata con due figli, di cui uno disabile psichico. Sono impegnata per i diritti delle persone disabili, delle donne e sindacali. Scrivo per diletto e ho al mio attivo tre libri e numerosi premi di poesia e narrativa.