Katsushika Hokusa, La grande onda di Kanagawa, 1830-31
Intersezioni

In principio

Chi segue La Sepoltura della Letteratura avrà incominciato a prendere dimestichezza con le sue tre rubriche; oggi ne aggiungiamo una quarta, dal titolo Intersezioni, che avrà cadenza settimanale: tutte le domeniche (ma, come scrive Zerocalcare, non è un patto di sangue) vi presenterò (o propinerò, vedete voi) racconti strani sull’arte e la letteratura orientale, e sui rapporti fra quel mondo e la nostra cultura.

L’idea nasce dal sempre maggiore interesse verso altre culture, dalla popolarità di figure come Osho, dal fatto che un numero discreto di persone si rivolge a pratiche come lo yoga, oppure si lascia incuriosire da parole come Zen e Tao, che non a caso vengono messi un po’ come il prezzemolo sui titoli di molti libri; anche il fatto che l’opera di Tiziano Terzani stia riscuotendo un certo successo è indice di una riscoperta del mondo orientale.

Già, ma che roba è il mondo orientale? In un mondo globalizzato possiamo parlare di mondo orientale? Non è un modo per fuggire altrove, un esotismo decadente? Domanda legittima che non merita liquidazioni frettolose. Proviamo a pensare: sono sempre esistiti un Oriente e un Occidente distinti?

L'ideogramma cinese è estremamente interessante perché intrinsecamente poetico. L'ideogramma, secondo gli studi di Fenellosa, è una metafora disegnata. Seguiranno articoli su questo argomento; intanto, qui l'ideogramma 明 (ming), luce, formato da due ideogrammi, il primo indicante il sole, l'altro la luna.
L’ideogramma cinese è estremamente interessante perché intrinsecamente poetico. L’ideogramma, secondo gli studi di Fenellosa, è una metafora disegnata. Seguiranno articoli su questo argomento; intanto, qui l’ideogramma 明 (ming), luce, formato da due ideogrammi, il primo indicante il sole, l’altro la luna.

Esempio estemporaneo: lo storico Michele Bacci, nel suo libro Lo spazio dell’anima racconta dell’incontro, nel Medioevo, tra due monaci, uno cristiano e uno buddista; solo parlando a lungo poterono scoprire di essere di due fedi differenti. E in effetti, quando i monaci buddisti percorrevano le piane rocciose dell’Anatolia, non esisteva esattamente un Occidente, un Medio Oriente, un Estremo Oriente come li pensiamo noi. A scuola non sempre lo insegnano. E oggi? Oggi esiste un occidente, un medio e un estremo oriente?

Tiriamo le briglie: il nostro sito si chiama La Sepoltura della Letteratura, e qui stiamo andando fuori dal seminato. Il rischio è perdersi nella catena delle definizioni generalizzanti e magari ridicole: per il momento mi accontento di mettere la pulce nell’orecchio, e magari mostrare uno scorcio su un mondo artistico di cui si parla raramente, di cui si fatica a trovare testi specializzati, e provare a chiedere (e a chiedermi): cos’è una ricerca? Perché sentiamo il bisogno di cercare qualcosa di diverso, qualcosa che non sia il solito mondo che vediamo tutti i giorni? Attraverso degli articoli sulla letteratura e le arti della Cina, dell’India, del Giappone (ma potremmo anche sconfinare altrove) non daremo certo una risposta, ma forse possiamo dare uno spunto, una suggestione.

Finito il pistolotto introduttivo, possiamo metterci in cammino.

27 anni, abita a Milano. In tenera età venne stregato da quelle cose che si scrivono andando a capo spesso, e gli effetti si vedono ancora. Si è rassegnato a includere l'arte tra le discipline umanistiche e non nel rigoroso ambito delle scienze. Nutre ancora qualche dubbio, però.