Un libro e la sua copertina: Guerra di infanzia e di Spagna

Guerra di infanzia e di Spagna

Oggi non giudicheremo un libro dalla sua copertina, ma giudicheremo un libro e la sua copertina. Il libro è Guerra di infanzia e di Spagna di Fabrizia Ramondino, un classico della letteratura contemporanea pubblicato a gennaio da Fazi Editore; la copertina raffigura il Ritratto di Mäda Primavesi di Gustav Klimt. Credo di poter affermare con certezza di non essermi mai imbattuta in una corrispondenza tanto azzeccata: il ritratto è intimamente connesso alla trama del libro e all’essenza della narrazione stessa.

L’opera fu dipinta nel 1912. La protagonista è appunto Mäda, figlia di Otto Primavesi, un industriale e mecenate, sostenitore entusiasta di Klimt. Probabilmente, come potete vedere un po’ più sotto nell’articolo, il ritratto della moglie Eugenia vi è familiare.

Pur non essendo tra i quadri più famosi di Klimt, il ritratto di Mäda Primavesi costituisce un unicum nella sua produzione artistica, essendo l’unica opera di grandi dimensioni a raffigurare un bambino.

Venendo ora ai punti di contatto con la nostra storia, Mäda somiglia terribilmente a Titita, figlia del console italiano a Maiorca, nonché protagonista e voce narrante del romanzo della Ramondino. Entrambe condividono lo stesso sguardo indagatore sul mondo, mosso da una viscerale curiosità per ciò che le circonda. Mäda indossa un delicato abitino, che ricorda uno di quelli con cui Titita veniva vestita di tutto punto dalla amata balia Dida per le occasioni mondane a cui il console e sua moglie prendevano parte. Infine, la bambina di Klimt è circondata da meravigliosi motivi floreali. Anche Titita ha un legame viscerale con il giardino della villa in cui abita con la famiglia, che rappresenta il suo mondo e fa da cornice al suo percorso di formazione, accompagnandola alla scoperta dei cicli della vita, della bellezza e della fragilità.

Klimt Ritratto di eugenia
Gustav Klimt, Ritratto di Eugenia Primavesi, 1913-14

Anche l’isola aveva un suo esercito dalle mani nude, un esercito di mandorli; con la loro struggente bellezza parevano, quasi umili soldati, voler difenderla invano dalla guerra.

Lo sfondo è l’isola di Maiorca, la cui struggente bellezza si scontra con la barbarie del periodo di guerra in cui sono ambientate le vicende, tra il 1937 e il 1943, la guerra civile spagnola e poi la Seconda Guerra Mondiale.

L’aria e il sole che ogni mattina entravano da finestre e balconi spalancati, insieme ai profumi esterni che vi circolavano, parevano sollevarla in cielo in un’aura di luminosi pulviscoli; mentre la distesa di mandorli in fiore, che sin dalla fine di febbraio si allungava fino al mare, sembrava un tappeto di nubi sul quale la casa si involasse.

La narrazione estremamente descrittiva implica un ritmo piuttosto lento ma consente all’autrice di creare immaginari estremamente vividi nella mente del lettore, come forse si può già intuire dalle poche righe qui sopra.

Tiziana Ramondino scandaglia pagina dopo pagina la mente e i pensieri di una bambina e della sua personalità in continuo divenire, dei conflitti interiori che lacerano la sua anima. Eppure l’autrice riesce a raccontare tutto ciò mantenendo un realismo senza forzature, che abbraccia l’ingenuità, le false convinzioni e lo stupore tipici dell’infanzia.

I suoi denti erano bianchissimi e diritti; questo particolare, unito al fatto che le sue piccole mani tonde e rosse sembravano due mele, mi faceva pensare che Dida fosse commestibile e saporosa, tanto che persino a sé stessa dovesse far venire appetito; sicché mi spiegavo le ire di Dida ritenendole il suo modo di difendersi da tutti per non essere mangiata.

La narrazione è arricchita da inframmezzi in maiorchino, francese e castigliano, e da filastrocche e fiabe, che contribuiscono ulteriormente a trasportarci nel mondo della prima età.

Guerra di infanzia e di Spagna è un romanzo di formazione inusuale e senza dubbio impegnativo e multidimensionale. Consiglio la lettura a chi sia allo stesso tempo amante dei romanzi dall’ambientazione storica e disposto ad affrontare una lettura che procede abbastanza lentamente, descrivendo con minuzia di particolare ogni fiore e moto d’animo.

 

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Per approfondire:
Met Museum, Gustav Klimt, Mäda Primavesi (1903–2000)
The J. Paul Getty Museum, Gustav Klimt, Late Work
Jane Rogoyska e Patrick Bade, Gustav Klimt, Parkstone International, 2012

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Vittoria Pauri

Alla domanda “Qual è il tuo motto?" non avrei esitazione a citare una frase di Gandhi: il miglior modo per trovare se stessi é perdersi nel servizio degli altri. Le due cose di cui non posso fare a meno sono la curiosità di capire ciò che mi capita intorno e un quadernetto su cui scrivo tutto quello che mi passa per la testa e su cui colleziono frammenti di libri, poesie e conversazioni.