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L’oltretomba postmoderno di Gucci

Gucci cruise 2019

(credits: artribune)

Come un po’ di tempo fa, torniamo a parlare di moda. La parola “moda” è bistrattata; ma i vestiti sono più importanti di quanto non si creda. La prima cosa che ci viene in mente quando pensiamo ad un’epoca passata sono proprio i vestiti: le toghe romane, i copricapi dei mandarini cinesi, gli sbuffi e i colori dei vestiti del Quattrocento. E poi, la moda mostra chiaramente che le cose per l’uomo non sono semplicemente strumenti, ma si caricano di un valore estetico, quello stesso valore estetico da cui l’arte prende il via per esprimere e interpretare il mondo. 

Al crepuscolo, accompagnati dal rintocco delle campane e lungo una scia di fuoco, 114 modelli hanno sfilato per la Gucci Cruise 2019. Alessandro Michele, direttore creativo del brand, ha trovato un’ambientazione perfetta per mostrare, ancora una volta, gli elementi che negli anni lo hanno reso così amato: gli Alyscamps (in provenzale Campi Elisi), un’antica necropoli romana situata ad Arles, oggi patrimonio dell’Unesco.

I modelli scelti per indossare questa collezione si sono trovati ad incarnare anime spettrali provenienti da differenti epoche storiche, nei loro look, ma soprattutto nei dettagli da loro indossati; possiamo trovare tantissimi riferimenti a differenti etnie e religioni. L’intento del designer, per questa Cruise, era quello di rappresentare il rapporto tra l’essere umano e la religione e la celebrazione della sua mortalità. In un paio di pantaloni realizzati per la collezione possiamo addirittura leggere la scritta Memento Mori.

Per capire meglio quali sono stati gli elementi di partenza per la realizzazione di questa collezione dobbiamo necessariamente procedere a ritroso. Per il giovane Alessandro, Roma, con il suo passato di marmi, monumenti e un senso di eterna bellezza, fu sicuramente un periodo di formazione significativo; non a caso siamo ad Arles, città romana che ancora oggi ospita il Teatro Antico, Le Terme di Costantino, l’Anfiteatro e ovviamente la necropoli dove ha avuto luogo la sfilata. Troviamo degli elementi di origine romana anche nell’abbigliamento: la quarta modella a sfilare lungo la scenografica passerella in fiamme indossa una toga dalle sfumature rosa; vengono introdotte corone d’alloro, in certi casi interamente dorate, e il sandalo, calzaturaromana per eccellenza, viene rivisitato in una chiave ultra-moderna.

Da quest’ultimo elemento, inoltre, passiamo ad un secondo mondo dal quale il designer ha preso ispirazione: il mondo cattolico. Abbiamo già avuto un esempio di questa sperimentazione con Jared Leto e Lana Del Rey durante il Met Gala del 2018. Negli ultimi anni infatti, la passione di Alessandro per l’abbigliamento liturgico è cresciuta esponenzialmente: nella collezione compaiono diverse stole papali, in diverse cromie, impreziosite da pietre e gioielli; il cingolo viene accostato a look più orientali e la mitra diventa nera, si allunga e va a coprire lo sguardo della modella che la indossa. In una versione più moderata, la croce cristiana diventa accessorio in molti look, mentre il pizzo, con il quale era usanza vestire i morti prima della sepoltura, diventa il tessuto sul quale sperimentare diverse applicazioni e colorazioni.

Passiamo ai fiori, elemento che più rappresenta l’affetto per i propri cari, qui presente nelle tipiche stampe del brand, oppure nei fiori raccolti in sontuosi bouquet, o ancora, ricoperti di bronzo e pronti ad essere adagiati sulle lapidi in memoria delle anime salite in cielo. Sullo stesso tema troviamo infine un vestito nero, la cui parte superiore è composta da una cassa toracica incastonata di pietre preziose, in riferimento ad un’usanza dell’est Europa, dove gli scheletri dei santi e dei martiri venivano ripuliti ed adornati con oro, argento, perle e pietre preziose.

Nella sfilata possiamo trovare infine due abiti da sposa: nel primo la gonna è composta da un leggero piumaggio mentre nella parte superiore, quasi completamente trasparente, risalta un profondissimo scollo a V ricamato. Si pensa che il vestito sia una riproduzione dell’abito da matrimonio che indossò la giovane e sfortunata Maria di Scozia: all’epoca il bianco era considerato il colore delle regine in lutto e purtroppo, dopo solo due anni, suo marito morì.

Il secondo abito, più modesto, ricorda alcune donne della storia moderna che morirono poco dopo essersi sposate. Il cerchio della vita, nella storia delle culture del mondo, termina con una serie di simboli e di allegorie molto diverse tra di loro e alcuni di questi elementi sono ben presenti in questa Cruise. Uno dei paesi dove Gucci ha dato prova di saper stare al passo con i tempi per il suo design innovativo è sicuramente la Cina. Non mancano infatti dettagli in riferimento a questa cultura: stampe floreali all over, utilizzo di colori sgargianti, button knots (nodi che sostituiscono i bottoni) e l’accostamento dei kimono con abiti più occidentali, sottolineando come al giorno d’oggi oriente ed occidente si influenzino sempre più fortemente. Possiamo notare inoltre l’inserimento di diverse tipologie di copricapo provenienti dal mondo asiatico: il turbante, il sikh, la shashìa e la taqiyah, realizzati con stoffe pregiate e incastonati di brillanti. Sempre dall’oriente viene preso il simbolo dello scarabeo egizio, la pelle e la muta del serpente e, in una versione a noi più familiare, il pipistrello.

Se per Alessandro Michele il mondo contemporaneo è una continua fonte di ispirazione, il collante che unisce il tutto è una visione più dilatata del tempo: i colori pastello accompagnati dai ricami bianchi fanno riferimento allo stile neoclassico e rococò, i fuseaux e leggings in forti colori neon, la pelle e le borchie provengono dallo stile rock degli anni ottanta, le camice dalle stampe geometriche sono tipiche degli anni settanta, mentre l’utilizzo del logo di Chateau Marmont (hotel di Los Angeles dove è stato trovato morto John Belushi) su diversi pezzi della collezione è una scelta ultra contemporanea.

Per finire, possiamo dire che il risultato di questa Gucci Cruise 2019 è stato sorprendente. Alessandro Michele, con la sua ottica post-moderna è riuscito a rappresentate il passaggio dal nostro mondo ad un mondo delle tenebre post globalizzato, arrivando così alla creazione di un limbo estetico sospeso nel tempo e nello spazio.

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Elisa Garosi

Elisa Garosi

Nata a Roma e scappata appena c'è stata la possibilità, si trasferisce a Milano per studiare Cinema e Fotografia, con un po' di fortuna riesce a finire entrambi i percorsi di studio. Si innamora del viaggio e lascia spesso casa per conoscere nuovi posti, o al contrario decide di ospitare all'interno dei viaggiatori, unico pagamento racconti e condivisione di nuove esperienze. Insicura sul percorso da intraprendere sperimenta tantissimo e lungo il suo percorso incontra degli amici squinternati quanto lei che condividono la sua passione per i film, la musica e l'arte, ma soprattutto la sopportano quando inizia ad appassionarsi di moda. Le piace il thé, le piante e il design, non disdegna tutte le altre forme di arte.