Frances Farmer avrà la sua vendetta

Frances Farmer avrà la sua vendetta su Seattle, cantava Kurt Cobain nell’omonima canzone dell’album In Utero.

Frances Farmer avrà la sua vendetta su Seattle, la sua città natale, dove nacque il 19 settembre 1913, che non riuscì mai a perdonarle la sua intelligenza precoce e la sua anima inquieta, che la spinsero a scrivere, quando ancora frequentava il liceo, un controverso saggio intitolato Dio muore, citando Nietzsche. Quel Dio che, come avrebbe in seguito affermato, non aveva mai dimostrato particolare interesse per lei.

Frances Farmer avrà la sua vendetta su Mosca, la città che la ospitò brevemente per visitare il pionieristico Moscow Art Theatre, che la fece innamorare di Cechov e del teatro drammatico, ma che la segnò per sempre con l’appellativo di “comunista”, inaccettabile per la società americana.

Frances Farmer avrà la sua vendetta sulla Paramount, la casa cinematografica che si assicurò un contratto di sette anni dopo che Frances vinse un concorso di popolarità nel 1935.

La presentarono come “la nuova Garbo”, ma sprecarono il suo talento e la sua formazione drammatica in dimenticabili commedie di scarsa qualità. Questa situazione la portò ad un primo crollo nervoso e ad una furiosa litigata con Adolph Zukor, fondatore della Paramount, che fece di tutto per liberarsi di lei.

Frances Farmer avrà la sua vendetta su Hollywood, città di cui ha odiato tutto, all’infuori dei soldi. Poco conta la parentesi teatrale a Broadway, dove lavorò con Elia Kazan, giovane regista di immenso talento, che da li a qualche anno sarebbe passato alla storia del cinema per capolavori come Un tram che si chiama Desiderio e Fronte del Porto.

Frances Farmer avrà la sua vendetta su Santa Barbara, città in cui venne arrestata la notte del 19 ottobre del 1942. Stava guidando in stato di ebrezza e aveva le luci della macchina accese, nonostante il coprifuoco.

Frances odiava i poliziotti e cominciò ad insultarlo perché “arrogante”. Una semplice violazione stradale sfociata in un accusa di aggressione, violenza personale, 180 giorni di reclusione al carcere di Santa Monica e successiva libertà vigilata.

Frances Farmer avrà la sua vendetta sull’Hotel Knicker Bocker di Hollywood, dove venne nuovamente arrestata per violazione della libertà vigilata. In preda ad un’ennesima crisi isterica con un pugno aveva dislocato una mascella ad un parrucchiere. Tre agenti la trascinarono fuori di peso, completamente ubriaca e a torso nudo, lasciandola in balia dei paparazzi e dei giornalisti.

In tribunale insulta fotografi e giornalisti e viene condannata ad altri 180 giorni di prigione. «Va bene! Ma Lei, signor giudice, ha mai avuto il cuore spezzato?» risponde lei, prima di lanciargli contro una boccetta d’inchiostro, dimostrando anche una notevole mira, e di venire trascinata fuori in camicia di forza.

Frances Farmer avrà la sua vendetta su Seattle, città dalla quale, arrivò la madre, Lillian V. Farmer che dichiarò Frances incapace di intendere e di volere e incolpa il comunismo mondiale del collasso nervoso di Frances.

Frances Farmer avrà la sua vendetta su Los Angeles, dove le vennero diagnosticate una psicosi maniaco depressiva e schizofrenia paranoica che cercarono di curare con 90 giorni di shock insulinici

Frances Farmer avrà la sua vendetta su Washington e sul suo manicomio a Steilacoom, l’instituto dove è stata rinchiusa per dieci anni, dopo essere stata definitivamente dichiarata incapace di intendere e d i volere. Nessun’altra personalità del grande schermo ha mai passato così tanto tempo in un centro di igiene mentale.

Ma la sua vendetta più grande Frances Farmer l’avrà contro l’industria di Hollywood, che ha preferito l’ennesimo scandalo giornalistico all’aiutare una ragazza difficile ma fragile. Ha permesso che la situazione sfuggisse di mano, si è presa gioco di Frances, soprannominandola “Santa Patrona della Maddalene di Hollywood”, di quelle Clara Bow, Gail Russell, Gene Tierney che prima o dopo di lei, come lei “bevvero in onore della pazzia”.

Frances Farmer avrà la sua vendetta contro il mondo intero, che la lasciò sola e sola si perse.

E Frances Farmer la sua vendetta probabilmente l’ha trovata nei testi di Kurt Cobain, tornando come il fuoco per bruciare i bugiardi, lasciando un cumulo di cenere e terra.

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