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Tutto il mondo è paese

Charles Bibbs, Dea africana

Charles Bibbs, Dea africana

Sono profondamente convinto che ciascuno di noi cresca con una preferenza per un tipo particolare di fiabe; siano queste quelle che ci vengono lette durante l’infanzia o semplicemente le più celebri che si scoprono nei primi anni di scuola. In generale, mi sembra ragionevole supporre che le più conosciute tra tutti voi che state leggendo siano le favole “classiche” della cultura greca e latina, le fiabe celtiche e, indubbiamente, le storie dei fratelli Grimm. Oggi, tuttavia, vorrei attirare la vostra attenzione su fiabe di diversa provenienza: quelle africane.

Diversa cultura? Certo.
Diverso ambiente? Sicuro.
Diverso modo di pensare? Senza dubbio.

Nonostante tutte queste differenze che potrebbero far pensare a un distacco totale rispetto a quello che siamo abituati a leggere, nella realtà dei fatti invece le similitudini sono infinitamente di più rispetto alle divergenze. Per provare questo punto vorrei presentarvi una piccola parte di un ciclo di fiabe che vedono come protagonista una iena nella savana.

Tutto comincia con una riunione di tutti gli animali che si lamentano del loro habitat ormai spoglio di alberi, rendendo la vita difficile (specialmente per gli erbivori). Il buon re Leone dunque decide che è il momento di rimediare e ordina che ognuno prenda un attrezzo e cominci a lavorare per seminare nuove piante e, ovviamente, la partecipazione è generale; chi prende una pala, chi una vanga, chi una paletta, tutti cominciano a darsi da fare a parte la pigra Iena.

fiabe africane iena

Questa, riottosa alla fatica, prende solo un bastoncino e gratta meramente il terreno senza dare un vero contributo. Alla fine della giornata, il re, a cui nulla è sfuggito, comanda che per la cena tutti mangino utilizzando l’attrezzo impiegato durante la giornata; essendoci un pentolone colmo di riso tutti poterono mangiare a sazietà tranne la Iena che con il suo bastoncino non riusciva a sollevare i chicchi, cominciò dunque a lamentarsi ma venne rimproverata da tutti per la sua pigrizia e cacciata per sempre dal Leone.

Ditemi ora, vi ricorda qualcosa? Sono assolutamente sicuro che a tutti voi sia venuta in mente l’associazione con la cicala e la formica. Certo, l’ambientazione cambia ma il messaggio di fondo è lo stesso: la pigrizia porta a spiacevoli conseguenze.

Altro punto comune è la centrale importanza della natura: gli animali si rendono conto che senza la conservazione del loro habitat la loro vita peggiora e dunque si coalizzano (predatori e prede insieme) per recuperare la situazione; tutto ciò rende ancora più insopportabile agli occhi di tutti la pigrizia della Iena giustificando sempre di più la sua cacciata. La centralità dell’elemento naturale si ritrova facilmente nei cicli fiabeschi celtici e russi dove la foresta incantata è spesso di ausilio all’eroe e la natura, magica in se stessa, fornisce i mezzi per risolvere la situazione dalla parte del bene.

Facciamo ora un salto avanti nella saga in cui la Iena per il suo insopportabile comportamento verso una comunità di uomini viene rinchiusa in una capanna. Senza nulla da mangiare comincia a lamentarsi finché non attira l’attenzione di un viandante che la libera solo per vedersi poi attaccare dalla stessa un secondo dopo. Ma la Iena non ha fatto i conti con le capacità dell’uomo che abilmente riesce a difendersi malmenando l’animale.

Nel mentre giunge la saggia lepre per dirimere la questione, e, dopo una rapida indagine condanna la Iena per la sua ingratitudine ma ammonisce anche l’uomo per essersi immischiato in affari che non lo riguardavano. Qui il fine di insegnamento della fiaba è duplice, in quanto non solo è la Iena l’esempio da evitare, ma il lettore viene ammonito anche dalla controparte della fiaba: l’uomo tanto imprudente da liberare l’animale senza prima conoscere i motivi per cui era imprigionato.

Dovunque ci troviamo dunque è evidente che i valori e i temi fondanti della fiaba siano estremamente simili se non uguali. L’unico consiglio pratico che posso darvi questa volta è di ignorare una iena che vi implora aiuto da dietro una finestra: se l’hanno rinchiusa, fidatevi, un motivo c’è.


Bibliografia: Pap Kan, Le avventure della Iena, La Cassandra edizioni, 2012.
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Redazione

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Amiamo la letteratura, la poesia e l'arte. Ma da centocinquant'anni i poeti circolano senza aureola, e quanto alla letteratura, dicono che non si senta troppo bene. Sarà vero? Intanto, prepariamo ironicamente le nostre esequie per un'arte ancora lungi dall'essere morta...