Da “erotismi” di Bianca Brecce

pioggia. Le tue dita. pioggia
occorre che la tua voce
si versi sulle mie labbra
occorre che le tue labbra
facciano il mio viso
ora che non ho piú labbra piú voce
ora che il viso
è di sangue e pioggia

prendimi come la luce che ho amato
che ha preso anche l’ultimo monte
e l’ha fatto carne, carne rossa di sera
e l’ha fatto fratello
dell’altro monte, del cielo
del mio corpo scomposto
sotto al tuo sguardo

pioggia. Le tue mani. pioggia
la mia voce si versa sulle tue labbra
il tuo viso di sangue e respiro.

Erotismi. Il monte diviene carne e fratello del cielo. Pioggia che scende e labbra e carne. Tutta qui la poesia. Il soggetto il medesimo: amore e pioggia. D’Annunzio, ecc… e invece no: terra e cielo, e l’amore che li ricompone, così come scompone l’amante sotto il suo sguardo. Intelaiatura semplicissima e raffinata insieme. Erotismi. Labbra e mani di un amato sconosciuto; la voce dell’amante che si versa come pioggia. Pioggia. Chissà perché la pioggia per i poeti è indissolubilmente legata all’amore. Sarà perché sembra non finire mai. Sarà perché batte come il cuore. Perché  sembra sconvolgere tutto, e si fa sussurro l’attimo dopo.

 


Bianca Brecce vive a Milano dove studia Lingue e letterature moderne. Diplomata in pianoforte presso il Conservatorio, insegna musica nelle scuole elementari e medie. Organizza numerose iniziative presso la Casa della Poesia, sia come poetessa che come musicista; collabora con www.bananartista.com e pubblica periodicamente poesie sul suo sito www.biancabrecce.wordpress.com. Un paio di anni fa abbiamo pubblicato una sua poesia

Gabriele Stilli
Gabriele Stilli

In tenera età sono stato stregato da quelle cose che si scrivono andando a capo spesso, e gli effetti si vedono ancora. Mi sono rassegnato, da diversi anni, a includere l’arte tra le discipline umanistiche e non nel rigoroso ambito delle scienze. Nutro ancora qualche dubbio, però.