Curiosità alle luci dell’alba dei morti viventi

Dylan Dog Alba dei morti viventi«Groucho! La pistola!» è una delle citazioni più utilizzate da Dylan Dog, citazione ripresa o stravolta nei “Grouchini”, trattati nell’articolo precedente “Dylan Dog presenta: Grouchomicon, il libro maledetto delle risate“. Ma da dove proviene?

La prima volta che l’indagatore dell’incubo richiese il revolver Bodeo 1889 al suo assistente fu nella settantunesima pagina del primo albo di Dylan Dog: “L’alba dei morti viventi”.

Dylan Dog Groucho la pistolaDi cosa si tratta?

Dylan Dog numero uno “L’alba dei morti viventi” venne pubblicato per la prima volta il 26 settembre 1986 (con data ufficiale di copertina ottobre 1986, mentre la seconda ristampa fotografata è del giugno 1991). Ad occuparsi dell’ideazione, del soggetto e della sceneggiatura fu Tiziano Sclavi; del lettering, invece, Renata Tuis; per quanto riguarda i disegni fu Angelo Stano; mentre la copertina venne curata da Claudio Villa.

L’albo è diviso in tre parti, di cui le ultime due sottotitolate “Il dottor Xabaras” e “L’orrore”.

La vicenda incomincia con la tentata aggressione di una donna da parte di un uomo e con la morte di quest’ultimo per legittima difesa. La settimana seguente la donna, Sybil Browning, suona il campanello di Dylan Dog, ad aprire per la prima volta la porta è Groucho con il suo estenuante umorismo; mentre Dylan entra in scena in maniera sensuale ed irriverente. Nonostante un iniziale diverbio, Sybil presenta il suo caso: suo marito, un biologo dal nome John, torna a casa dopo mesi, malato, con la febbre altissima e un morso sulla spalla; la compagna tenta di curarlo, ma è troppo tardi: lui è già morto… purtroppo non del tutto, siccome egli rinviene e a mo’ di zombie l’aggredisce. Il resto è già stato raccontato, sia da noi che «abbastanza fedelmente dal “Times”» (pag 21). Compaiono, inoltre, due elementi che caratterizzano il personaggio di Dylan Dog: la miniatura del galeone legato alla sua infanzia e il clarinetto, stimolatore di pensieri. Oltre a ciò, viene presentato l’ispettore Bloch, capo a Scotland Yard fino all’albo 338.

Da questo momento in poi le parole-chiave saranno romanticismo e seduzione tra Dylan e Sybil, zombie e Xabaras.

Zombie come John e il dottore che scopre il virus sconosciuto nel suo sangue, un microrganismo capace di ridare la vita; zombie come i protagonisti dei film che Dylan “analizzerà” al cinema insieme a Groucho e alla sua nuova fiamma; zombie come i cadaveri contaminati nella cella frigorifera e ai quali Xabaras sparerà in testa e brucerà; zombie come quelli che aggrediranno i protagonisti al villaggio di Undead; zombie come Sybil nel sogno di Dylan Dog.

Chi o cosa è, invece, Xabaras? «Xabaras è l’anagramma di Abraxas, che poi è uno dei nomi del diavolo» (pag 24)[1]. Il dottor Xabaras è lo scienziato che John ha affiancato durante la ricerca; è la presenza inquietante comparsa in treno; è l’uomo che vive nel villaggio Undead. Egli sta progettando di sconfiggere la morte: Il mio scopo è trasformare la morte in un semplice passaggio da una vita a un’altra senza fine…non quella che promettono le religioni, ma una vita vera, qui, nell’unico mondo che conosciamo…voglio che tutti abbiamo quello che ho avuto io…L’IMMORTALITÀ!» (p59). Tuttavia il virus sintetico finora testato è imperfetto, poiché il sistema non agisce sul cervello, creando soltanto dei morti viventi liberi di esternare il proprio inconscio e infrangere i tabù (tra i quali il cannibalismo): i nuovi arrivati sarebbero ottime cavie per i suoi test.

I protagonisti riusciranno a salvarsi? Come? Un indizio: lettore, prova a suonare anche tu il clarinetto!

Dylan Dog primo numero AbraxasCome riconoscere l’originale dal contraffatto?

La contraffazione è una delle problematiche che attanagliano i collezionisti di Dylan Dog. Il fenomeno è altamente frequente nei primi venti numeri della serie, in quanto essi sono scarsamente reperibili ed sono esauriti presso l’Editore. Il caso emblematico, ovviamente, riguarda il primo fumetto “L’Alba dei morti viventi”.

Già negli anni Novanta furono creati i primi albi falsificati, i quali hanno assunto ormai un valore collezionistico, in quanto di stampo artigianale: il corpo delle pagine non corrisponde né all’originale né all’inserimento di parte delle ristampe. Tuttavia l’apice è stato toccato recentemente, in quanto i falsi moderni vengono stampati in serie ponendo, all’interno di una copertina replicata, un corpo di pagine provenienti dalle ristampe successive.

Diversi sono gli accorgimenti:

«La copertina è più scura dell’originale; i fondi dell’albo sono meno nitidi; la seconda e la terza di copertina interni sono bianchi e lucidi come gli albi moderni; il margine del fumetto è ricoperto di colla seccata, questo perché le seconde stampe di Dylan Dog sono impaginate in maniera diversa dagli originali che invece non hanno un bordo di prima copertina attaccato alla seconda pagina del fumetto»  (tratto da: dylandogofili.com).

Dylan Dog copertina L'Alba dei morti viventiSono, inoltre, verificabili altri due fattori:

Per quanto riguarda il falso creato dalla terza ristampa Collezione Book, si presentano due evidenti differenze rispetto all’originale: non permane la suddivisione in “capitoli” è la prima pagina recherà il numero 5 e non il 3, siccome la Collezione Book riporta un disegno evocativo della storia tra la seconda di copertina e la prima pagina, che viene conteggiato nel computo complessivo dell’albo; per quanto riguarda il falso creato dalla prima/seconda ristampa, si può riconoscere il falso osservando il font con cui sono stampati i numeri di pagina all’interno dell’albo: l’originale aveva i numeri di pagina stampati con un font piuttosto squadrato, mentre, fin dalla prima ristampa, il carattere è stato cambiato con una forma più stondata. 

(tratto da dylandogofili.com).

È consigliabile consultare le immagini presentate dai due link per una migliore comprensione.

Citazioni all’interno del primo albo di Dylan Dog

Il titolo è un omaggio al film “Zombi” di George A. Romero (Dawn of the Dead – L’Alba dei Morti Viventi). Tuttavia la massima citazione si incontra a pagina 29, durante la serata all’insegna dell’horror, in cui Dylan Dog, Sybil Browning e Groucho vedono proprio il film nominato.

La tavola si apre con una sequenza del citato film di Romero, in cui viene pronunciata la frase più nota del film: «Quando all’inferno non c’è più posto i morti cammineranno sulla terra». In realtà la citazione è imprecisa. La frase esatta, nella versione italiana del film è «Quando non ci sarà più posto all’inferno, i morti cammineranno sulla terra».

(da Fumettologica)

Inoltre Dylan replica al disgusto di Sybil: «Non azzardarti più a chiamare schifezza “Zombi” di Romero!» (p 29).

Per quanto riguarda la copertina, essa è un evidente omaggio ad una delle locandine de “La notte dei morti viventi (Night of the Living Dead)” (1968) da parte di Claudio Villa.

La notte dei morti viventi

Gli omaggi all’interno dell’albo non finiscono qui:

  • Browning è il cognome di Tod, regista di Freaks (1932) e Dracula (1931);
  • A pagina 15 risuona la colonna sonora di Ghostbusters (1984);
  • Vengono disegnati un disco di Modest Petrovič Musorgskij e la locandina di “The Rocky Horror Picture Show”;
  • Il titolo del secondo capitolo di quest’albo, “L’orrore”, rimanda al romanzo di Joseph Conrad Cuore di Tenebra e, forse più direttamente, al film a questo romanzo liberamente ispirato, Apocalypse Now di Francis Ford Coppola, e in particolare al monologo sull’orrore del colonnello Kurtz. (Fumettologica); 
  • A pagina 33 Xabaras «Non aprite quella porta!…non apritela!» chiara citazione al film “Non aprite quella porta” (The Texas Chain Saw Massacre – 1974) di Tobe Hopper;
  • Il villaggio scozzese Undead richiama il titolo inglese del film “La sopravvissuta” (The Undead) di Roger Corman;
  • Dylan Dog suona il “Trillo del Diavolo” di Giuseppe Tartini con il clarinetto;
  • A pagina 57 Xabaras afferma: «Io sono la leggenda», riferendosi all’opera “Io sono leggenda” di Richard Matheson.

Infine è dilettevole scoprire curiosità e omaggi dei protagonisti o di altri personaggi, scoprire a chi siano ispirati graficamente e chi li disegni. È possibile stuzzicare la fantasia anche su internet, ad esempio tramite le curiosità del blog “A star crossed Wasteland”.

L’opinione pubblica

L’Alba Dei Morti Viventi. Oggi è considerato all’unanimità un capolavoro della letteratura fumettistica Italiana. Ma il pubblico dell’epoca come l’aveva accolto? Beh, non dico come spazzatura, ma poco ci mancava. L’esordio non fu dei migliori tanto che, citando le parole di Decio Canzio, all’epoca Direttore responsabile della testata: “Un paio di giorni dopo, il distributore telefonò «L’albo è morto in edicola, un fiasco». A Sclavi fu tenuta pietosamente nascosta l’orrenda notizia. Qualche settimana dopo, un’altra telefonata del distributore «È un boom, praticamente esaurito, forse dovremo ristamparlo»”. Nella recente conferenza stampa annuale che la Bonelli tiene ogni 26 Settembre per le novità editoriali di Dylan Dog, Michele Masiero e Roberto Recchioni hanno rivelato che le vendite del mensile sono state pessime fino al numero 9 (Alfa E Omega), per poi salire di botto.

(tratto ascwblog.blogspot.com, numero dieci).

Per concludere leggete l’albo e Dylaniatevi, non ve ne pentirete!

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