L’opposto dell’idillio: conversazione con Sandro Frizziero

L’opposto dell’idillio: conversazione con Sandro Frizziero

Torniamo a parlare di Confessioni di un Neet, il libro di Sandro Frizziero che abbiamo recensito qualche tempo fa. Nel frattempo ha avuto un grande successo, incontrando critiche estremamente favorevoli di studiosi come Tiziano Scarpa. Volendo sintetizzare il romanzo, si potrebbe dire che è un’invettiva, un’amara e divertentissima invettiva contro tutto e tutti da parte

Vedere leggendo: i paesaggi “enargaietici” di Ann Radcliffe

Vedere leggendo: i paesaggi “enargaietici” di Ann Radcliffe

Perché leggiamo romanzi? Alcuni risponderanno “perché leggere fa bene”, o “leggere insegna come esprimersi meglio”, o ancora “la letteratura permette di approfondire la psiche ed i significati profondi dei personaggi come nessun altro medium”. Meno scontato è provare a immaginare a come avrebbe risposto alla stessa domanda un lettore di più di duecento anni fa.

L’educazione di Tara Westover, ovvero il potere di ricrearsi

L’educazione di Tara Westover, ovvero il potere di ricrearsi

Sono sempre piuttosto scettica nei confronti dei romanzi contemporanei, forse per deformazione professionale, ed è quindi una piacevole sorpresa quando di tanto in tanto mi capita fra le mani un libro che mi faccia ricredere; solitamente avviene quando il romanzo in questione ha la caratteristica fondamentale che contraddistingue i grandi classici, ovvero l’universalità di ciò

La stanza profonda di Vanni Santoni: dove il romanzo incontra Dungeons & Dragons

La stanza profonda di Vanni Santoni: dove il romanzo incontra Dungeons & Dragons

“I nerd hanno vinto”, ha dichiarato Vanni Santoni in un’intervista a Fanpage in occasione della partecipazione del suo romanzo La stanza profonda al Premio Strega del 2017. E quanto i nerd abbiano effettivamente vinto ce lo ricorda chiaramente ogni annuncio di una nuova serie di supereroi targata Marvel, o dell’ennesimo prequel/sequel/spin-off di Star Wars, o

Goliarda Sapienza, l’arte d’essere se stessi

Goliarda Sapienza, l’arte d’essere se stessi

Fra venti, trent’anni non accusate l’uomo quando vi troverete a piangere nei pochi metri di una stanzetta con le mani mangiate dalla varecchina. Non è l’uomo che vi ha tradite, ma queste donne ex schiave che hanno volutamente dimenticato la loro schiavitù e, rinnegandovi, si affiancano agli uomini nei vari poteri. […] attente, voi, privilegiate

La famiglia Aubrey, di Rebecca West

La famiglia Aubrey, di Rebecca West

La famiglia Aubrey é un romanzo che merita di stare lassù, nell’Olimpo dei Classici. Sì, esattamente lì: alla stessa altezza delle Piccole Donne di Louisa May Alcott. Si tratta di un romanzo familiare, che racconta le travagliate vicissitudini di una famiglia di musicisti. L’intreccio è piuttosto semplice, le svolte della narrazione racchiuse in una manciata

Autobiografia in terza persona: Ernesto di Umberto Saba

Autobiografia in terza persona: Ernesto di Umberto Saba

Saba e la sua Trieste. Saba e i suoi volti animali, le sue parole scarne e vere. Saba del Canzoniere e di Storia e Cronistoria del Canzoniere: fin dalle superiori, tutti abbiamo imparato a conoscerlo. Raramente, però, si fa cenno a un piccolo romanzetto incompiuto, Ernesto, figlio di uno slancio creativo durato appena la parentesi

La menta è ancora verde: il pianista di Yarmouk

La menta è ancora verde: il pianista di Yarmouk

Doveva essere il contorno di una foto, questo libro: dire cosa c’è stato prima e cosa dopo. La foto in questione è stata scattata nell’aprile del 2014 e ritrae un ragazzo smilzo con una maglietta verde al pianoforte. Non è una gran fotografia. Ma è stata scattata a Yarmouk. A Damasco. Damasco, quella che dovrebbe

Architettura di un sogno

Architettura di un sogno

Quando inizio un romanzo, mi piace scovarne l’architettura; le fondamenta; lo stretto viluppo delle tubature. È un processo vorticoso, ma che permette di abbracciare l’idea primordiale dell’opera. Certamente non è un qualcosa da fare quando leggiamo nel tepore del letto prima di addormentarci. Diciamo che è più un gioco letterario frutto del mio (sopito) amore