Ancora violenza sul corpo delle donne

Ancora violenza sul corpo delle donne

Fra tutte le creature dotate di anima e intelligenza, noi siamo le più sventurate. Anzi dobbiamo comprarci con una robusta dote un marito, anzi prenderci un padrone del nostro corpo, che è malanno peggiore. Parlava così la Medea di Euripide alle donne di Corinto, esortandole a prendere coscienza della loro condizione, dei soprusi subiti dal

“Iniziò per sbaglio…” La voce di un impiegato a teatro

“Iniziò per sbaglio…” La voce di un impiegato a teatro

L’aria frizzante dell’autunno appena iniziato a Torino mi accompagna verso l’entrata del teatro. Le hostess mi guardano stupite quando mostro loro il mio biglietto: «Galleria?! Salga fino all’ultimo piano». Non capisco inizialmente il motivo della loro interdizione fin quando non giungo a destinazione. Oltre la platea, oltre i palchi, ecco davanti a me una balconata corredata di

Ma allora il dialetto è una lingua?

Ma allora il dialetto è una lingua?

Quest’estate vi abbiamo presentato una poesia di Davide Romagnoli, Derva l’edicula visin a la funtana, scritta in milanese; un po’ di tempo prima, invece, era stata la volta di Davide Ferrari, Piöva, in dialetto pavese. Ci siamo concentrati nei commenti sull’argomento delle poesie, e meno sulla forma, e soprattutto sulla bizzarria di questa scelta: scrivere in

Ogni volta che passa una crisi resta qualche traccia

Ogni volta che passa una crisi resta qualche traccia

Anno: 1904. Tra gli artisti che interiorizzarono l’atmosfera culturale di inizio Novecento trasformandola in arte, si distacca la figura di Luigi Pirandello. Il Novecento si apre infatti con la crisi delle idee positiviste, la crisi della fede, di qualsiasi fede: è una vera e propria “crisi dell’uomo”, crisi delle sue capacità. L’uomo del Novecento, infatti,

L’Abiura è compiuta

L’Abiura è compiuta

Tuonava così Pier Paolo Pasolini nell’articolo del 9 dicembre 1973 dal titolo «Sfida ai dirigenti della televisione», che su Scritti Corsari si intitola Acculturazione e acculturazione, cominciando fin dal titolo a pungolare il lettore sulle dissonanze di significato di uno stesso termine. Sono passati quarantacinque anni e noi siamo “i giovanissimi“ cresciuti in quegli anni, in

Conversazione vagante (e divagante) con gli amici dello Spazio DiLà

Conversazione vagante (e divagante) con gli amici dello Spazio DiLà

Amici miei, oggi abbiamo una chicca. Al posto del solito articolo incasinato, ostico alla comprensione e contenutisticamente randomico, oggi avremo un’intervista incasinata, ostica alla comprensione e contenutisticamente randomica. Macro-topic sarà il teatro: e in particolare una specifica, vivace realtà milanese in continua affermazione. Iniziamo, senza dare ciancio alla bande. Che tanto ci sarà tempo poi.

L’oltretomba postmoderno di Gucci

L’oltretomba postmoderno di Gucci

Come un po’ di tempo fa, torniamo a parlare di moda. La parola “moda” è bistrattata; ma i vestiti sono più importanti di quanto non si creda. La prima cosa che ci viene in mente quando pensiamo ad un’epoca passata sono proprio i vestiti: le toghe romane, i copricapi dei mandarini cinesi, gli sbuffi e

Noi li vinceremo

Noi li vinceremo

Il bombardamento di Guernica durante la Guerra Civile spagnola. La situazione postuma al congresso di Vienna. Le fucilazioni dei patrioti spagnoli che resistevano all’invasione napoleonica. La prima Guerra Mondiale. Apparentemente non hanno nulla in comune. Sono azioni, avvenimenti messi lì disordinatamente. E invece li unisce la violenza. La guerra, i soprusi, l’odio. È la Storia, è

Shakespeare in un’ora: “Shake Your Speare”

Shakespeare in un’ora: “Shake Your Speare”

Quello di oggi è un articolo strano. … Più strano. È un articolo su uno spettacolo teatrale: cosa che, almeno per quanto concerne la mia caotica e sregolata produzione, vanta un unico, solitario precursore. È, poi, un articolo che acquisirebbe maggiore chiarezza inquadrato nel sistema di scritti realizzati per un altro sito. Sul perché sia