“La Casa de Papel”: ¡Viva la Resistencia!

“La Casa de Papel”: ¡Viva la Resistencia!

All’inizio di settembre, Ilaria Rossini ci ha parlato di Bella ciao: la canzone partigiana per eccellenza, riconsegnata ai giovani uditorii del mondo intero dall’uso fattone nella serie TV spagnola La Casa de Papel. Possiamo davvero terminare questo mese dal clima titubante senza parlare della serie in sé? Claro que no. E, ora, come da testo

Le relazioni umane raccontate da Mamoru Hosoda

Le relazioni umane raccontate da Mamoru Hosoda

Sono una grande appassionata di film d’animazione (giapponesi e non) e alcuni anni fa, dopo aver visto tutti i titoli prodotti dallo Studio Ghibli, mi sono messa alla ricerca di altri film e case produttrici che potessero soddisfare la mia curiosità. Mi sono così imbattuta per caso nelle opere di Mamoru Hosoda, un regista piuttosto

Annientamento: il futuro della fantascienza è postumano

Annientamento: il futuro della fantascienza è postumano

Qualche tempo fa l’attenzione degli abbonati Netflix (e di tutte quelle persone che scroccano Netflix ad amici e parenti, abbonati paganti) è stata catturata da una serie di preview raffiguranti una Natalie Portman in divisa militare e armata di fucile che si aggirava con sguardo corrucciato attraverso la vegetazione di una foresta rigogliosa. Era un

La freccia magica di Ermanno Olmi

La freccia magica di Ermanno Olmi

Nella sua Antologia di Spoon River, Edgar Lee Masters si prende gioco del poeta Petit, che sentiva nel bosco tanti piccoli concerti, dal crepitare delle foglie, al cadere dei semi e delle pigne degli alberi sempreverdi, come pulci che litigano. Le sue poesie erano così, piccole come quelle pigne, a dispetto degli Omero e dei Whitman

Ready Player One, ovvero: apogeo e declino del postmoderno nel cinema

Ready Player One, ovvero: apogeo e declino del postmoderno nel cinema

Mentre guardavo la scena della grande battaglia finale dell’ultima fatica di Steven Spielberg, sprofondato nella poltroncina di un multisala di periferia, c’era una sola parola che lampeggiava nella mia mente: definitivo. “Definitivo” è certamente un aggettivo molto inflazionato: spesso la si usa come iperbole per indicare qualcosa di genericamente “grandioso” o semplicemente “molto figo”. Ready

Maria Maddalena

Maria Maddalena

Può ancora nel 2018 colpire nel segno un film che parli di Gesù, degli apostoli e dei fatti accaduti nella città di Gerusalemme? Difficile da dire, soprattutto tenuto conto del fatto che viviamo in un’epoca in cui il cinismo del progresso sta ponendo le sue mani su tutto, ottundendo la sensibilità delle masse per ridurle

Quello che non so di lei

Quello che non so di lei

Dopo un’assenza di qualche anno ritorna al cinema monsieur Roman Polanski, uno dei più grandi autori della storia della Settima Arte. Un quinquennio dopo il magnifico Venere in pelliccia, il celebre regista polacco ritorna al cinema portando nuovamente sullo schermo l’adattamento di un romanzo. L’opera di riferimento del film è Da una storia vera, scritto

Chiamami col tuo nome è lo spirito dei tempi

Chiamami col tuo nome è lo spirito dei tempi

È un film lontano, sospeso a mezz’aria, indefinito, nonostante i tentativi di rimanere aggrappato all’ambiente e all’epoca in cui è calato, gli anni ‘80.  Sì, qualche manifesto elettorale,i cartelli stradali, qualche sgangherato discorso su Craxi (che però diventa, magicamente, fautore del compromesso storico). Ma una vera e propria ambientazione sfugge sempre, rimane nell’indeterminato, nell’onirico. Chiamami

Grey’s Anatomy e l’immaginario collettivo

Grey’s Anatomy e l’immaginario collettivo

Innanzitutto due coordinate spazio-temporali per capire di che cosa stiamo parlando. Grey’s Anatomy è un medical drama, una (piacevolissima) serie tv americana ideata da Shonda Rhimes, giunta alla sua 14esima stagione. L’immaginario collettivo è “il complesso del patrimonio collettivo di simboli, miti e rappresentazioni fantastiche, che caratterizzano una civiltà, un periodo storico, un popolo” (Dizionario