Christine Lavant, la ricerca della porzione di luce per una donna

Christine Lavant, la ricerca della porzione di luce per una donna

Questi giorni non diventeranno vita. Forse già nel ventre di mia madre il mio destino s’è coraggiosamente separato da me e se n’è andato – audace come io non sono mai stata – sulla stella abbandonata da Dio ed è rimasto là, s’è messo a dormire e forse sogna ciò che mi deve accadere con

Il prossimo uragano porterà il tuo nome

Il prossimo uragano porterà il tuo nome

L’abbiamo aspettato tanto: Cane magro, il libro di Chiara de Cillis, edito da Italic Pequod. Avevamo già pubblicato due sue poesie (qui e qui), qualche tempo fa. È un libro piccolo, bianco, impalpabile. Tutte le parole di Cane magro sono impalpabili, anche quando si mostrano poderose, e diventano temporali; anche quando la parola è violenza,

Le parole della musica di Paolo Baroni

Le parole della musica di Paolo Baroni

Apres moi Dopo di me un altro non-me si darà o prenderà. Come da sempre sarà un riflesso, un barlume della mente. Non è facile conoscere un poeta, pure se lo si incontra per strada tutti i giorni, i ghirigori della sua mente, inesplorati dalla sua stessa coscienza, doneranno alla sua persona più volti, più

Per la prima volta mi imbattei nell'”impotenza verbale”

Per la prima volta mi imbattei nell'”impotenza verbale”

Il termine “impotenza” può svilupparsi in differenti significati. Una delle sfumature di significato che la parola contiene è “impotenza verbale”, ossia la condizione di chi o di ciò che non ha la forza o la possibilità o i mezzi necessari e adeguati per esprimersi. Un esempio calzante lo si può trovare nella Divina Commedia di

Il duplice realismo delle poesie di Silvia Leuzzi

Il duplice realismo delle poesie di Silvia Leuzzi

[…] Ci vuole poco ad ammazzare un poeta, basta aspettarlo di sera in un Idroscalo qualunque un corpo abbandonato e disosso non mette paura, è cencio tra cenci deturpati. È stato facile ammazzare un frocio nel 1975 ogni casa ha tirato il fiato, non si poteva pensare ad altro con quella parola stridula e quel

Gertrud Kolmar «…tu che leggi fa’ attenzione»

Gertrud Kolmar «…tu che leggi fa’ attenzione»

Mi tieni nelle tue mani. Il mio cuore batte nel pugno come quello di un uccellino. Tu che leggi fa’ attenzione ecco, sfogli una persona. Ma se per te tutto questo è soltanto carta, carta stampata e colla, allora resterà muto e non ti colpirà il suo grande sguardo che indaga dai segni neri, ed

Sofija Parnok, un’anima inquieta ed errabonda

Sofija Parnok, un’anima inquieta ed errabonda

Non c’è palazzo con cui il poeta scambierebbe il vagabondare, il cuculo canta, perché non ha il nido. Ho scelto questi versi per presentare una poetessa russa dei primi del Novecento, Sofija Parnok: omosessuale dichiarata, amante inquieta e appassionata, dall’intelligenza fervida e critica, artista scomoda e dimenticata. Non chiedere di cosa è malato E perché

Il conte di Rochester e il plaisir des dames

Mesdames et messieurs, benvenuti al consueto appuntamento con L’Esprit de Finesse, la rassegna culturale dedicata alle opere che hanno fatto la storia del buon gusto su questo meraviglioso sasso bagnato sospeso nell’immensità dello spazio. Oggi, per la gioia dei nostri lettori, ci occuperemo di un testo in cui molti sogliono ravvisare una delle massime vette

Helga Maria Novak, l’atto di fede di una tedesca dell’est

Helga Maria Novak, l’atto di fede di una tedesca dell’est

sono una tedesca dell’Est; ti vien dietro come il fumo negli stoppini appena spenti sono tedesca dell’est, ti cresce come un fungo tra le dita dei piedi conto i centesimi del mio marco il soldato che non ho arruolato ne mangia sempre la sua percentuale sono tedesca dell’est e non solo per la lingua sono