È tempo di ricominciare

Carmen Korn è tempo di ricominciareÈ tempo di ricominciare per coloro che hanno subito gli orrori dei campi di concentramento e per quanti non hanno mai perso la speranza di riabbracciare i propri cari, aggrappati ai sottili fili della speranza, per chi ha perso i propri familiari, per i delatori e per i sopravvissuti. La guerra è finita, e tutto deve essere ricostruito: città, case, vite.

Il nostro primo incontro con Henny, Käthe, Ida e Lina risale al 1919, ad Amburgo, quando erano quattro ragazze alla scoperta delle prime responsabilità dell’età adulta. Le rincontriamo ora, a distanza di trent’anni, nel seguito di Figlie di una nuova era, intitolato È tempo di ricominciare, ed è esattamente come imbattersi per caso in vecchie conoscenze dopo parecchi anni di distanza: i ricordi riaffiorano pian piano, e vanno ad amalgamarsi e a ricostruire il fragile castello della memoria. Riga dopo riga rimettiamo a fuoco le personalità delle protagoniste e gli antefatti che le hanno condotte fin lì.

È un romanzo straordinario che abbraccia il periodo post-bellico di ricostruzione, la crisi di Cuba, il ’68, lo sbarco sulla Luna dell’Apollo 11 – “Un piccolo passo per l’uomo, ma un grande passo per l’umanità” – catturando magistralmente l’impatto di un ventennio di storia sulle vite dei singoli. Con l’avvento della televisione immagini spaventose come quella del poliziotto vietnamita che spara ad un vietkong davanti alla cinepresa o quella dei carrarmati del Patto di Varsavia che marciano su Praga facevano irruzione sugli schermi e nei pensieri di tutti.

Carmen Korn è tempo di ricominciareLo scorrere del tempo non è segnato solo dai grandi strappi della storia, ma anche dai cambiamenti dei costumi, della moda e della musica.

Per tutte era una grande liberazione che sesso e maternità fossero finalmente due cose distinte, e che potessero essere loro a decidere se restare incinte o no.

Ed eccoli là: i Beatles. John Lennon, Paul McCartney, George Harrison. Alla batteria c’era Ringo Starr, che sostituiva Pete Best. Suonarono Roll over Beethoven di Chuck Berry, Twist and Shout, Mr Moonlight. Molto rock’n’roll, molte cover di altri artisti, ma ad Alex piacque molto la loro musica: vi avvertiva un grande potenziale melodico.

I tempi di ristrettezze delle guerre sono finiti, gli incubi e le immagini delle persecuzioni vengono scacciati comprando e consumando: siamo nel periodo del Wirtschaftswunder, il miracolo economico della Germania dell’ovest, caratterizzato da una rapida crescita industriale; i nostri protagonisti, dopo aver patito la fame e il freddo, possono finalmente permettersi tutte le comodità che il tempo di pace ha portato con sé: dalla vasca da bagno al frigorifero, passando per le lussuose automobili italiane. L’autrice si sofferma in particolare sulle descrizioni accurate di drink e di piatti:

Piccole focacce, minuscoli panini con salmone e cetrioli, dolci a volontà, biscotti al cioccolato. Käthe si ritrovò a pensare a quel pasticcino francese, un petit four, che Rudi le aveva offerto tanti anni prima al Reichstof.

Una manciata di anni prima un pasticcino era stato gustato come un miracolo, i granelli di zucchero assaporati uno ad uno, con bramosia. Era un unicum irripetibile. Adesso non era che la normalità: il tempo era, finalmente, ricominciato.

 

Carmen Korn (Düsseldorf, 1952) è una giornalista e scrittrice tedesca. Ha pubblicato numerosi romanzi, sia per adulti sia per ragazzi, molto spesso organizzati in serie. I più recenti fanno parte della triogia Jahrhundert (in italiano trilogia del secolo), il primo della quale è Figlie di una nuova era, mentre È tempo di ricominciare è il secondo, attesissimo capitolo della fortunata trilogia edita da Fazi editore

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Vittoria Pauri

Vittoria Pauri

Mi chiamo Vittoria e ho diciotto anni. Se questo fosse un questionario di Proust, alla domanda "qual è il tuo motto?" non avrei esitazione a citare la frase di Gandhi che, tradotta piuttosto liberamente, recita così: il miglior modo per trovare se stessi é perdersi nel servizio degli altri. Mi riassume perfettamente. Le due cose di cui non posso fare a meno sono la curiosità di capire ciò che mi capita intorno e un quadernetto, da cui non mi separo mai, su cui scrivo tutto quello che mi passa per la testa e su cui colleziono frammenti di libri, poesie e conversazioni.
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