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All posts by Gabriele Stilli

Maaaaaa…. allora il dialetto è una lingua?

Quest’estate vi abbiamo presentato una poesia di Davide Romagnoli, Derva l’edicula visin a la funtana, scritta in milanese; un po’ di tempo prima, invece, era stata la volta di Davide Ferrari, Piöva, in dialetto pavese. Ci siamo concentrati nei commenti sull’argomento delle poesie, e meno sulla

Io sono Una

Presto imparai ad abbassare lo sguardo

È così impalpabile Io sono Una. Frasi scarne, semplici, un po’ didascalie, un po’ appunti, considerazioni. Quelle frasi che metti lì in un discorso, mentre stai facendo altro, mentre sei sovrappensiero e intanto parli. Quelle frasi appese, aeree come dei balloons. Doveva venir fuori per

La freccia magica di Ermanno Olmi

Nella sua Antologia di Spoon River, Edgar Lee Masters si prende gioco del poeta Petit, che sentiva nel bosco tanti piccoli concerti, dal crepitare delle foglie, al cadere dei semi e delle pigne degli alberi sempreverdi, come pulci che litigano. Le sue poesie erano così, piccole

Chiamami col tuo nome è lo spirito dei tempi

È un film lontano, sospeso a mezz’aria, indefinito. Nonostante i tentativi di rimanere aggrappato all’ambiente e all’epoca in cui è calato – un cartello stradale degli anni ‘80, i manifesti elettorali, qualche sgangherato discorso su Craxi – sfugge sempre, rimane nell’indeterminato, nell’onirico. Chiamami col tuo

Klimt danae particolare

Il prossimo uragano porterà il tuo nome

L’abbiamo aspettato tanto: Cane magro, il libro di Chiara de Cillis, edito da Italic Pequod. Avevamo già pubblicato due sue poesie (qui e qui), qualche tempo fa. È un libro piccolo, bianco, impalpabile. Tutte le parole di Cane magro sono impalpabili, anche quando si mostrano