Silvia Leuzzi

La poesia e la matematica di Karl Krolow

La poesia e la matematica di Karl Krolow

Tre arance, due limoni – Equazione presto non più occulta, Formule che abitano l’aria, Algebra di frutti maturi! Nel meriggio giallo-vespa la luce Alita silenziosa attorno ad ogni essere. Nello stesso momento fiori secchi Nel vento secco riposano. Tre arance, due limoni. E arriva il silenzio sulle ali. Fluttua verde tra le chiome degli olmi,

Perché non dobbiamo soffrire, se c’è tanta sofferenza?

Perché non dobbiamo soffrire, se c’è tanta sofferenza?

La frase che dà il titolo a questo articolo venne scritta da Ruth Maier su un biglietto inviato alla poetessa Gunvor Hofmo, dalla nave che la portava ad Auschwitz, dove morì. Erano amiche e forse amanti, ma la delicatezza del loro rapporto e la tragica fine della Maier segnarono per sempre la vita della poetessa. Gunvor Hofmo,

La vecchiaia e la crisi

La vecchiaia e la crisi

VADO A FARE UN BAGNO È arrivata in fondo alla lista per lei c’è solo assistenza, bisogno e tanta pazienza. È arrivata, la strada percorsa da alcuni è dimenticata forse solo l’asfalto macinato dei piedi avrà ricordanza. È arrivata, lo sa bene, delle povere cose  fatto l’inventario rimane solo d’aspettare l’ufficiale giudiziario che sta per

Il rapporto tra il poeta e la poesia

Il rapporto tra il poeta e la poesia

Arte Poetica Una mucca pascola nella nostra memoria il sangue scappa dalle mammelle il paesaggio è ucciso da uno sparo. La mucca insiste nella sua routine la sua coda spaventa la noia il paesaggio risuscita al rallentatore […] la nostra memoria adesso pascola In quell’immensa solitudine. […] Ora la mucca pascola nel vuoto Le parole

La vecchiaia come valore aggiunto

La vecchiaia come valore aggiunto

La nuova vecchia La donna vecchia non è mai per intero colei che crede perché è anche sempre tutte quelle che è stata – sebbene mai davvero la donna che gli altri erano certi di conoscere. Il volto che oggi mostra non lo ha mai visto il mondo: un volto che sinora l’una nell’altra solo

Riflessioni intorno a “La Madre” di G. Ungaretti

Riflessioni intorno a “La Madre” di G. Ungaretti

Questa mattina mi sono imbattuta nella poesia La Madre di Giuseppe Ungaretti, una bellissima lirica composta per la morte della mamma avvenuta nel 1930. E il cuore quando d’un ultimo battito avrà fatto cadere il muro d’ombra per condurmi, Madre, sino al Signore, come una volta mi darai la mano. In ginocchio, decisa, Sarai una statua

La Poesia come smarrimento

La Poesia come smarrimento

[…] Ma sedendo e mirando, interminati Spazi di là da quella, e sovrumani Silenzi, e profondissima quiete Io nel pensier mi fingo; ove per poco Il cor non si spaura. […] (Versi tratti dalla magnifica poesia di Giacomo Leopardi: L’Infinito. Da G. Leopardi, Canti, 1993, Feltrinelli, Milano, vv. 4-8.)  Per questa discussione, in merito allo

Donna che abbiamo in noi: la poesia per Oliver Friggieri

La poesia è donna che abbiamo in noi Durante nove lunghi mesi, lunghi come nove secoli, è una gravidanza senza parto ed è bene così. Altrimenti la matrice sarebbe sterile, e il neonato morto. I suoi nove secoli non passano mai. (Oliver Friggieri) Quando ho letto questa poesia ho esclamato: Finalmente qualcuno che la pensa

Quando alla Poesia mettono il bavaglio

Quando alla Poesia mettono il bavaglio

Hanno chiuso la cella; hanno buttato la chiave. La penna è diventata un ago e la carta tante pezze da cucire. Questa è la pena assurda che sta scontando il poeta Lu Xiaobo, colpevole di aver aderito al movimento Charta 08, di cui è stato il primo firmatario e  alla cui stesura aveva attivamente collaborato.