Silvia Leuzzi

Pasternak / Zivago: un incontro tra prosa e poesia

Pasternak / Zivago: un incontro tra prosa e poesia

Andavano e sempre camminando cantavano eterna memoria, e a ogni pausa era come se lo scalpiccio, i cavalli, le folate di vento seguitassero quel canto. (incipit del romanzo) Ho finito di leggere da poco Il Dottor Zivago di Boris Pasternak, un libro vecchissimo che ricordo da sempre nella libreria di mio padre. Infatti è un’edizione

Nella Nobili, la poesia con l’anima aperta

Nella Nobili, la poesia con l’anima aperta

Questa volta voglio parlarvi di Nella Nobili, una poetessa poco conosciuta fuori della ristretta cerchia degli addetti ai lavori. Infatti, ho avuto il piacere d’imbattermi nella sua poesia tanto aggraziata quanto dura e aspra, che m’ha ricordato le “ rime aspre e chiocce “ del nostro grande Padre Dante, grazie a un articolo, apparso su

Attualità di Tiresia

Attualità di Tiresia

«Chiamatemi Tiresia, sono qui per raccontarvi una storia» Tiresia sono. Esordisce così nel suo spettacolo, tenutosi nel meraviglioso teatro greco di Siracusa, Andrea Camilleri, andato in onda, un po’ di tempo fa in televisione. Come ho scritto nella mia biografia, io lavoro come impiegata nel liceo di Ladispoli e molti colleghi insegnanti, compresa la Dirigente

Marie Luise Kaschnitz e il coraggio di non essere eroi

Marie Luise Kaschnitz e il coraggio di non essere eroi

Non coraggiosa I coraggiosi sanno Che non risorgono Che non ricrescerà loro la carne Nel giorno del giudizio Che non ricorderanno più nulla Non rivedranno nessuno Che niente li aspetta Nessuna beatitudine Nessuna tortura Io Non sono coraggiosa Quando alle aquile del nazismo furono spezzate le ali, la popolazione tedesca uscì dai rifugi e aprì

Dante maestro perpetuo

Dante maestro perpetuo

S’io avessi le rime aspre e chiocce, come si converrebbe al tristo buco sovra ‘l qual pontan tutte l’altre rocce, io premerei di mio concetto il suco più pienamente; ma perch’io non l’abbo, non sanza tema a dicer mi conduco; che non è impresa da pigliare a gabbo discriver fondo a tutto l’universo, né da

L’esule Hrand Nazariantz

L’esule Hrand Nazariantz

Bari Mezzanotte: ecco suonan lenti i dolci Colpi notturni. Come una parvenza di splendore e di gloria, alto s’accende l’orizzonte secreto del mio lungo esilio, verso l’infinito tesoro delle tue stelle, mezzanotte, o bianca città eletta del mio dolore errante: ecco il divoto cantico, o città nel profondo silenzio s’apre come cattedrale di puri, umili

La poesia è donna

La poesia è donna

Il mio corpo non è limite sufficiente Analizzo i delitti commessi con la parola e la paura si affretta accade che ignoro il senso vero delle cose anche se la parola rimane quando mi separo da essa sono vicina alle mie viscere comincio a confondere i limiti e le definizioni si perdono come una candela

Daniel Varujan e il genocidio armeno negato

Daniel Varujan e il genocidio armeno negato

Il pianto di Dio Quando nello spazio non si era ritirato ancora il Nulla di questo Universo, io credo che Dio cercasse qualcosa, come rimedio alla ferita della noia. In un istante girò intorno allo spazio, e non trovò nulla tranne se stesso: volle un’Essenza della sua Essenza: – e la sua Essenza fu la

Paruyr Sevak, un poeta armeno

Paruyr Sevak, un poeta armeno

Lo stretto delle mani Le nostre mani si sono unite, Soltanto due mani. Ma è come se Non fossero le nostre mani, Ma… soltanto uno stretto: Ci siamo mescolati, Come due mari vicini, A lungo divisi… Paruyr Sevak è un poeta armeno, il primo di una serie di poeti di questo popolo così sublime e