• Osvaldo Cavandoli, la linea
    Miscellanea

    Osvaldo Cavandoli: L’artigiano, non artista, del fotogramma

    Mi sento un artigiano del fotogramma. Vi piace? Devo precisare che ho un’ottima opinione dell’artigiano-artista. Deve lavorare con la testa, con le mani, con tutto. Chi fa del cinema dal vero, cioè regia, in fondo prende cose che ci sono già, sceglie personaggi, inquadrature, storie eccetera. Magari può permettersi un attore come Robert De Niro o Bernard Blier al quale dà tutte le dritte e che poi va per conto suo. Chi fa il mio lavoro deve far tutto tesserina per tesserina, crea qualcosa che prima non c’era e lo fa vivere. Ecco cosa intendo per artigiano del fotogramma. Osvaldo Cavandoli Ci sono personaggi che, per motivi differenti (biografia, opinioni…

  • Il Cinematografo

    Bandersnatch: tutto ciò che Netflix ci fa e non ci fa vedere

    Con un aumento di abbonamenti (e di fatturato) superiore rispetto a ogni previsione, con produzioni originali viste da milioni di spettatori nel giro di pochi giorni e in gara presso i più prestigiosi festival di cinema internazionali, con campagne di marketing e comunicazione azzeccatissime, verrebbe da dire che il 2018 sia stato l’anno di Netflix. Questo se “anni di Netflix” non fossero stati anche il 2017, 2016, 2015… Nel giro di pochissimo tempo, il colosso dell’intrattenimento americano ha modificato non solo il modo in cui fruiamo di film e serie TV, andando ad erodere il pubblico televisivo, ma anche ciò che vediamo. Questo è stato possibile grazie ad una strategia…

  • Donna Haraway
    (dia)logos

    Benvenuti nell’era dello “Chthulucene” di Donna Haraway

    Negli anni ’80 il biologo Eugene F. Stoermer coniò il termine “Antropocene” per definire l’era geologica che stiamo vivendo: un periodo della storia del nostro pianeta durante il quale l’attività umana (il prefisso antropo- all’interno della parola) rappresenta uno dei fattori più rilevanti per le trasformazioni ambientali. Sono già parecchi decenni che la comunità scientifica cerca di portare all’attenzione dei media problematiche come il riscaldamento globale o l’acidificazione degli oceani, fenomeni che nel prossimo futuro cambieranno radicalmente il mondo come lo conosciamo e la cui correlazione con l’attività industriale e l’inquinamento è ormai (checché ne dica The Donald) universalmente riconosciuta. A volte questi cambiamenti climatici sono talmente lenti e pervasivi…

  • blank
    Rinascita della Letteratura

    Vedere leggendo: i paesaggi “enargaietici” di Ann Radcliffe

    Perché leggiamo romanzi? Alcuni risponderanno “perché leggere fa bene”, o “leggere insegna come esprimersi meglio”, o ancora “la letteratura permette di approfondire la psiche ed i significati profondi dei personaggi come nessun altro medium”. Meno scontato è provare a immaginare a come avrebbe risposto alla stessa domanda un lettore di più di duecento anni fa. Se avessimo posto la stessa domanda ad un inglese del diciottesimo secolo probabilmente avremmo ricevuto una risposta inaspettata: “leggo romanzi per vedere luoghi lontani”. Noi, abituati a videogiochi con una computer grafica da fare invidia a Hollywood, film HD, ultra-HD, cinema Imax e 4D, non siamo certo abituati ad associare il genere del romanzo al…

  • dungeons and dragons
    Rinascita della Letteratura

    La stanza profonda di Vanni Santoni: dove il romanzo incontra Dungeons & Dragons

    “I nerd hanno vinto”, ha dichiarato Vanni Santoni in un’intervista a Fanpage in occasione della partecipazione del suo romanzo La stanza profonda al Premio Strega del 2017. E quanto i nerd abbiano effettivamente vinto ce lo ricorda chiaramente ogni annuncio di una nuova serie di supereroi targata Marvel, o dell’ennesimo prequel/sequel/spin-off di Star Wars, o del nuovo remake live action di un grande classico Disney (per il 2019 è previsto un Dumbo diretto da Tim Burton). Nuova frontiera dell’estetica postmodernista o fuga dal presente verso il passato dell’età infantile, in cui tutto sembrava più vero e più facile? Ai posteri l’ardua sentenza. Fatto sta che tutto ciò che appare contornato…

  • Devilman Crybaby
    Balloons

    Su Devilman Crybaby e il guardare anime oggi

    Ormai si tratta di una verità universalmente condivisa e, per quanto paradossale, sotto gli occhi di tutti: essere nerd fa figo. Se solo fino a qualche anno fa un ragazzo over 12 che volesse giocare all’ultimo titolo della saga dei Pokémon doveva farlo nel buio della sua cameretta, con le tapparelle abbassate per non correre il rischio che qualche coetaneo lo sgamasse con il naso incollato allo schermo della console, se bisognava stare ben attenti a non lasciarsi scappare durante una conversazione in un luogo pubblico di avere fatto una fila di tre ore davanti alla libreria per acquistare l’ultimo libro di Harry Potter, con tanto di occhiali finti e…

  • Annientamento film
    Il Cinematografo

    Annientamento: il futuro della fantascienza è postumano

    Qualche tempo fa l’attenzione degli abbonati Netflix (e di tutte quelle persone che scroccano Netflix ad amici e parenti, abbonati paganti) è stata catturata da una serie di preview raffiguranti una Natalie Portman in divisa militare e armata di fucile che si aggirava con sguardo corrucciato attraverso la vegetazione di una foresta rigogliosa. Era un periodo di grande fermento cinematografico, quello che precede e segue immediatamente la Notte degli Oscar e, per questo motivo, tutti eravamo impegnati a correre nei cinema o sui più famosi siti di streaming per recuperare Chiamami col tuo nome, La forma dell’acqua, Get Out e Lady Bird. Come se non bastasse, l’offerta Sci-Fi di Netflix…

  • Ready Player One
    Il Cinematografo

    Ready Player One, ovvero: apogeo e declino del postmoderno nel cinema

    Mentre guardavo la scena della grande battaglia finale dell’ultima fatica di Steven Spielberg, sprofondato nella poltroncina di un multisala di periferia, c’era una sola parola che lampeggiava nella mia mente: definitivo. “Definitivo” è certamente un aggettivo molto inflazionato: spesso la si usa come iperbole per indicare qualcosa di genericamente “grandioso” o semplicemente “molto figo”. Ready Player One, invece, è definitivo in senso più letterale. Nel senso, cioè, che questo film si pone come picco di una tendenza ben precisa, il punto più alto di una certa ricerca estetica e che, proprio per il fatto di rappresentare il non plus ultra di questa, si trasforma inevitabilmente in punto fermo, perché giunti…