Hannah Arendt

Il freddo mese di febbraio riserva un giorno particolare e memorabile per gli innamorati: S. Valentino. Una leggenda di origine statunitense racconta come un giorno, il patrono degli innamorati, vide due giovani litigare. Egli andò loro incontro porgendogli una rosa e invitandoli a tenerla unita nelle loro mani, facendo attenzione a non pungersi e pregando affinché il Signore mantenesse vivo in eterno il loro amore. I due si allontanarono riconciliati e qualche tempo dopo, la coppia gli chiese la benedizione del loro matrimonio.

Tra leggende e amore come non citare il filosofo tedesco che negli Scritti Teologici Giovanili, pubblicati per la prima volta nel 1907, scrisse un frammento intitolato Die Liebe (L’amore)? Il noto filosofo Georg Wilhelm Friedrich Hegel scrive infatti: «La vera essenza dell’amore consiste nell’abbandonare la coscienza di sé nell’obliarsi in un altro se stesso e tuttavia nel ritrovarsi e possedersi veramente in quest’oblio[1]». La presente citazione racchiude gran parte della filosofia hegeliana, ma oggi e in questo specifico contesto è importante cogliere solamente l’essenza dell’amore che traspare in essa, perché il nostro pensiero è rivolto a due grandi personalità appartenenti ad un altro periodo, Hannah Arendt e Martin Heidegger.

Martin Heidegger Hannah ArendtLei studentessa ebrea desiderosa di sapere, spirito libero, carattere timido ma guerriero. All’età di quattordici anni aveva già letto i testi del filosofo Immanuel Kant e un grande orizzonte da filosofa la attendeva. Lui uomo ribelle inizialmente destinato a diventare parroco, poi divenuto invece filosofo, con una missione da portare a termine e in mente molti cambiamenti per un mondo in cui l’essere umano vi è gettato.

Hannah Arendt, dopo aver appreso da amici la possibilità di frequentare le lezioni di un tale Prof. Heidegger, dal quale si poteva imparare a pensare, decise di raggiungerlo all’università di Marburgo. La Arendt fu affascinata dal giovane docente tedesco e quest’ultimo, che durante le lezioni era solito non guardare per molto tempo gli studenti perché immerso nel suo soliloquio, un giorno fu attratto a sua volta da qualcosa di speciale che catturò la sua attenzione: lo sguardo della giovane Hannah. Nel novembre del 1924 lei chiese di parlargli durante l’orario di ricevimento degli studenti.

I due furono uniti dalla passione dell’amore e dal fascino del pensiero filosofico, mettendo così in relazione due grandi temi. Con il passare del tempo, la loro relazione si trasformò in un rapporto passionale da dover nascondere a causa del matrimonio di lui. Attraverso le lettere traspare però anche un uomo che lotta per conservare la padronanza di sé e la concentrazione per lo studio. L’avvento del nazionalsocialismo costringe Hannah ad emigrare e Heidegger invece a restare, con la speranza che un risveglio nazionale si stesse per compiere.

I due trascorrono anni senza vedersi, accompagnati da pensieri e fraintendimenti che ognuno desidera dimenticare al fine di risanare quel ricordo amoroso tanto dolce dell’inizio. Un ricordo d’amore che Heidegger riusciva ad esprimere anche grazie all’essenza della poesia.

Di seguito una poesia intitolata La fanciulla straniera ma anche nota col titolo La ragazza venuta da lontano di Friedrich Schiller, che il filosofo Heidegger dedicò alla giovane Arendt:

La fanciulla straniera

A ogni anno nuovo,
al primo volo dell’allodola,
compariva in una valle, fra poveri pastori,
una fanciulla splendida e gentile.

Non era nata nella valle,
e nessuno sapeva da dove venisse;
ma appena ella prendeva congedo,
di lei si perdeva subito ogni traccia.

Rendeva felici la sua vicinanza,
ogni cuore si apriva;

ma una dignità superiore
allontanava ogni confidenza.

Hannah Arendt si spense il 4 dicembre 1975 a New York e Martin Heidegger il 26 maggio 1976 a Friburgo-Zähringen, lasciando un segno indelebile nella storia della filosofia.

 
La poesia del poeta e filosofo Friedrich Schiller e le informazioni sulla storia tra Hannah Arendt e Martin Heidegger presenti nel testo, sono state riprese da un libro che, grazie all’occasione, voglio consigliare a chiunque sia interessato ad approfondire il tema: “Hannah Arendt e Martin Heidegger, Storia di un amore[2]” di Antonia Grunenberg. Antonia Grunenberg riesce ad esporre in una completezza affascinante la vita, le opere e la filosofia di entrambe le personalità, rendendo unico il suo libro.

 
Sabrina Cifarelli
Sabrina Cifarelli

Nata a Varese nel 1990, Sabrina Cifarelli è laureata in Filosofia e Giornalismo presso l’Istituto degli Studi Filosofici di Lugano. Attualmente frequenta il master in Communication, Management and Health presso l’Università della Svizzera Italiana (USI) di Lugano.

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