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Picasso. Sulla spiaggia: la mostra a Venezia

Man Ray, Pablo Picasso con il suo cane sulla spiaggia di Mougins, 1936 

A Palazzo Venier dei Leoni – sede della Fondazione Solomon R. Guggenheim di Venezia – approda fino al prossimo 7 gennaio 2018 la mostra dossier Picasso. Sulla spiaggia, curata da Luca Massimo Barbero.

L’esposizione è parte di un programma di eventi facenti capo al progetto triennale “Picasso Méditerranée” promosso dal Musée National Picasso-Paris, dove più di sessanta istituzioni hanno immaginato un panorama di mostre su alcune opere dell’artista definite come “ostinatamente mediterranee”.

In questo caso si è deciso di porre l’accento su una serie di lavori realizzati nel 1937, anno fondamentale per l’opera di Picasso soprattutto per la cornice storica entro la quale si inserisce. Con tre dipinti, 10 disegni e una scultura, esposti per la prima volta insieme e realizzati tra il febbraio e il dicembre di quell’anno, viene raccontato un Picasso senza dubbio inedito. 

Pablo Picasso - La baignade (Sulla spiaggia) - 12 febbraio 1937 - olio,conté e gesso su tela

Pablo Picasso – La baignade (Sulla spiaggia) – 12 febbraio 1937 – olio, conté e gesso su tela

I tre dipinti attorno a cui gravita la mostra prendono forma in poco più di una settimana. Sulla Spiaggia è la prima tela che ci accoglie e anche uno dei lavori più cari a Peggy Guggenhem, che la acquistò nel 1947 a New York. Realizzata a Tremblay-sur-Mauldre il 12 febbraio 1937, la struttura richiama in maniera specifica alcuni dipinti degli anni venti/trenta in cui Picasso dipinge bagnanti dalle forme squadrate.

Le due maestose figure in primo piano intente a giocare con una barchetta, ricordano composizioni statuarie tridimensionali sia per la resa del colore marmoreo sia per l’imponenza con cui sono presentate. Lo spazio raffigurato è un ambiente marino molto essenziale, realizzato da semplici bande cromatiche piatte che simboleggiano spiaggia, mare e cielo. L’insieme risulta calmo e disteso, nonostante questa visione venga per certi versi compromessa dall’apparizione di una terza figura all’orizzonte che osserva incuriosita le bagnanti ignare; motivo per il quale vi è stata letta al suo interno una citazione del mito classico di Diana al bagno e il racconto biblico di Susanna e i Vecchioni.

Femme assise sur la plage (donna seduta sulla spiaggia)- 10 febbraio 1937- olio carboncino e pastello su tela

Pablo Picasso, Femme assise sur la plage (donna seduta sulla spiaggia)- 10 febbraio 1937- olio carboncino e pastello su tela

Interessanti sono i disegni preparatori di Sulla Spiaggia che mostrano come Picasso abbia riflettuto ampiamente sulla figura voyeuristica che emerge dall’orizzonte marino.

Con Donna seduta sulla spiaggia realizzato il 10 febbraio, si ha il primo risultato della ricerca formale di Picasso e precedente la realizzazione della tela sopracitata; qui ancora una volta impera una bagnante nuda su un litorale intenta a toccarsi un piede mentre permane intorno a lei questa atmosfera sospesa e quasi metafisica.

La terza e ultima tela intitolata Grande bagnante con libro è stata realizzata invece il 18 febbraio. In questo caso i colori sono più cupi, così come anche la posizione in cui è presentata – con la testa china e le gambe incrociate – fa da scudo all’ambiente marino retrostante.

Nelle tele e nei loro disegni preparatori sembra quindi non esserci traccia di quel dolore e angoscia che troviamo in Guernica, realizzata di lì a poco a seguito del bombardamento che distrusse la città basca il 26 aprile.

Grande baigneuse au livre (grande bagnante con libro - 18 febbraio 1937 - olio, carboncino e pastello su tela

Grande baigneuse au livre (grande bagnante con libro – 18 febbraio 1937 – olio, carboncino e pastello su tela

Anzi, se la mostra presentasse solo il racconto di questi lavori e non si conoscesse l’impegno politico dell’artista, verrebbe quasi spontaneo definire Picasso cantore di un mondo lirico.

Tuttavia come accade nelle sere invernali quando siamo immersi in un tempo nostalgico e torniamo col pensiero al dolce ricordo delle estati trascorse, Picasso sembra voler fare lo stesso dando espressione ad un sentimento di attesa, premonitore di ciò che accadrà a pochi anni di distanza: l’orrore della Seconda Guerra Mondiale.

A rompere questa visione sospesa sono due fumetti satirici intitolati Il sogno e la menzogna di Franco. Originariamente progettati per essere stampati come cartoline da distribuire, vennero invece pubblicati sulla rivista parigina Cahiers d’Art con una poesia di Picasso sul dolore per Guernica.

Le incisioni si leggono da destra a sinistra e nel complesso costituiscono una narrazione di 18 scene in cui il generale Francisco Franco è rappresentato come una figura folle e mostruosa. Inizialmente il dittatore abbatte monumenti, poi viene travolto da un toro inferocito e irriso, travestito da picador o da dama spagnola con ventaglio. In altri riquadri si inginocchia di fronte a un centesimo o cavalca un suino. Nel secondo foglio Picasso propone ancora vicende nello stile impiegato per il grande dipinto : con il cavallo ferito (la Spagna), la madre con il bambino morto tra le braccia e altri personaggi morenti.

Senz’altro una parentesi della vita artistica di Picasso molto interessante, soprattutto se letta in quella che è l’indagine della mostra: il connubio fra la sua arte e la cultura del mediterraneo a cui è legato da sempre, per le radici in Spagna, per la vita in Francia e per le relazioni con tutte le avanguardie che in quegli anni avevano nel Mediterraneo la loro culla.

La critica va tuttavia allo spazio entro cui è allestita: le project rooms – nate accanto alla collezione permanente e con lo scopo di privilegiare i lavori degli artisti del XX secolo che hanno avuto legami con la figura di Peggy Guggenheim – sono ambienti in cui diventa difficile instaurare una qualsiasi relazione con l’opera e con l’artista presentato; essendo perennemente affollate il silenzio evocativo che dovrebbe raccontare Picasso in queste tele , non viene purtroppo percepito.

Il sogno e la menzogna di Franco, 1937 -Incisione ad acquatinta

Pablo Picasso, Il sogno e la menzogna di Franco, 1937, Incisione ad acquatinta

 

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Francesca Mavaracchio

Francesca Mavaracchio

Nata a Venezia nel 1992 e diplomata presso il liceo classico Marco Polo. Successivamente mi sono traferita a Pavia dove ho conseguito la laurea in lettere moderne (indirizzo storico-artistico). Dopo la triennale ho scelto di spostarmi a Bologna per frequentare la magistrale in Arti Visive (indirizzo contemporaneo) dove tutt’ora studio. Il mio amore per l’arte contemporanea, è nato al liceo quando rimasi affascinata dall’opera di Lucio Fontana e dalle realtà che seppe costruire attraverso i tagli nelle tele. Da allora la mia curiosità verso il panorama artistico non si è mai esaurita, ed è stata in questi ultimi cinque anni il moto propulsore dei miei studi e delle mie passioni.