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Peste e Morte: il Male antico

Ancora pochi giorni e la morbida coltre con cui il Tempo ammanta gli anni passati scenderà sul 2014 coprendone gli eventi, sbiadendone il ricordo. Questo verrà interpretato, analizzato nella nostra mente: spunto di riflessione, soffice antro dove affastellare immagini, freddo archivio di numeri e sensazioni.

Caspar David Friedrich, il viandante sulle nebbie

La Poesia come smarrimento

[…] Ma sedendo e mirando, interminati Spazi di là da quella, e sovrumani Silenzi, e profondissima quiete Io nel pensier mi fingo; ove per poco Il cor non si spaura. […] (Versi tratti dalla magnifica poesia di Giacomo Leopardi: L’Infinito. Da G. Leopardi, Canti, 1993,

Paul Gaugiun, dove siamo da dove veniamo e dove stiamo andando

Un mesopotamico carpe diem

Abbiamo da poco riproposto in nostra traduzione il famoso carme del carpe diem di Orazio; ma quell’idea, quel “cogliere il giorno” come un frutto maturo è antica, risale ad Epicuro e a prima di Epicuro, prima del prima e forse prima ancora.  Torniamo ad Est,

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Giocare il fumetto

La tentazione di cambiare il titolo che vedete qui sopra con “Annichilire il rabarbaro” è rimasta fortissima per tutta la stesura dell’articolo odierno. Oh beh. Bentornati, amiche e amici letterati, a Balloons, che col numero odierno interrompe, almeno per ora, il format Nome dell’opera: quando

aristofane teatro

Piccola demagogia greca

Risalendo il corso dei secoli e abbandonati Petronio e Seneca al loro destino di Congiura, introduciamo in questa nuova puntata un autore ben più antico dei precedenti citati, un maestro del Teatro Greco, un personaggio immerso nell’attività politica del suo tempo: Aristofane. Chi è costui?

Picasso, donna che scrive

La Poesia è Donna

La poesia è donna che abbiamo in noi Durante nove lunghi mesi, lunghi come nove secoli, è una gravidanza senza parto ed è bene così. Altrimenti la matrice sarebbe sterile, e il neonato morto. I suoi nove secoli non passano mai. (Oliver Friggieri) Quando ho

Toc Toc!

Cosa c’è di meglio, alla fine di una lunga e faticosa giornata di lavoro o studio, di chiudersi alle spalle la porta e rilassarsi comodamente seduti sul divano tra le mura di casa propria? D’altronde, come recita un proverbio russo: la mia casa è la

follia mcgrath recensione

Burattini nelle mani della Follia

«Già, l’amore» dissi. «Parliamo di questo sentimento che non riuscivi a dominare. Come lo descriveresti?». Qui Stella fece un’altra pausa. Poi, con voce stanca, riprese: «Se non lo sai non posso spiegartelo». «Allora non si può definire? Non se ne può parlare? E’ una cosa che nasce,