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Oggi, nello srotolare instabile, di Cristiano Mattia Ricci

Jackson Pollock, n.8, 1949

                 

                   Oggi, nello srotolare instabile
                   dei vividi tessuti, nell’infausto gocciolarsi addosso
                   di ogni stanca masserizia; dal bilancino li trattiene
                   tra le fredde dita: amanti – amati
                   nell’estrema pena, sospesi a ciondoloni.
                   In fibre d’oro, corde e sangue, germoglianti
                   crollano liberati dal frastuono;

                   trasudano dannati senza più arrestarsi.

                     (03 maggio, 15 luglio 2015, 06 aprile 2016)                                                                                                        

 

Le poesie di Cristiano Mattia Ricci sono ripiegate su se stesse come piccoli origami. Poesie cerebrali, congegni di parole. Sono impregnate di quella sostanza ermetica di cui parlava Ungaretti, e che secondo il poeta è necessaria in ogni poesia. Ogni poesia deve avere dentro di sé un segreto, diceva. Troppa oscurità toglie sicuramente smalto all’arte; troppa luce, d’altra parte, la rende bidimensionale. Cristiano Mattia Ricci tende a muoversi tra i due opposti, consegnandoci delle poesie forse non cariche di passione, ma intimamente formate, coerenti al loro interno. In questa, tutto si risolve nel giro di un pugno di versi, uno sparo repentino. Non comprendiamo subito. Emerge un’insoddisfazione, un’irrequietezza. Da un lato, l’indugiare delle cose, la staticità. Dall’altro l’instabilità. Sospensione, lacerazione. L’atmosfera è ipnotica, quasi oppiacea. Non sappiamo esattamente cosa sia quel “li trattiene”, al terzo verso: la poesia tace. E il tacere diventa un’allusione molto forte. Questa cosa taciuta diventa sentimento, emozione, che si reifica in oggetti da pesare freddamente su un bilancino. (Altra allusione). Diventano poi fibre d’oro, e poi ancora corde, e sangue — e poi un frastuono, arrivato da chissà dove, e da lì qualcosa si è messo in moto, e non si può arrestare. Il frastuono, lo sfibrarsi, l’ossimorica presenza di stasi e instabilità concorrono a formare un quadro allucinato, che trasfigura il reale, distaccandosi da esso. C’è un impulso a lasciare il reale, ad andare oltre, e c’è invece sempre la consapevolezza dell’impossibilità di un reale distacco. E’ questa la condizione dei dannati, la condizione di chi abita due mondi, e non riesce a stare né nell’uno né nell’altro. 


Cristiano Mattia Ricci vive a Sesto S. Giovanni. Oltre che poeta, è anche artista. Sue opere si possono vedere sul sito www.cristianomattiaricci.com 

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Gabriele Stilli

Gabriele Stilli

24 anni, abita a Pantigliate, paesino minuscolo sperdutissimo tra campi palazzi e papaveri nel sud est milanese: maturità classica, poi laurea in Lettere a Pavia. In tenera età venne stregato da quelle cose che si scrivono andando a capo spesso, e da allora scribacchia poesie. Da molti anni si è rassegnato ad ascrivere la letteratura tra le discipline umanistiche e non al rigoroso ambito delle scienze. Nutre ancora qualche dubbio, però.