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Cinquanta sfumature di Franz

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Morti idiote di compositori più o meno famosi – Parte II 

Franz Kotzwara

Se, mentre passeggiate per le vie della vostra città, un giorno vi venisse l’uzzolo di domandare all’uomo della strada cosa sappia di Franz Kotzwara, le risposte oscillerebbero tra «Eh?», «Giuro che ero ubriaco, quella volta lì» e «Parli con la mia segretaria». Ma via, non sdegnatevi con l’uomo della strada, perché anche ai tempi di Kotzwara (o almeno, mentre lui era in vita) la stessa domanda avrebbe forse incontrato le stesse risposte.

Ignota la sua data di nascita (probabilmente intorno al 1750), ignoto l’esatto luogo (forse Praga o qualche paese nei dintorni), ignoto ogni dettaglio sulla sua formazione musicale, František Kočvara compare improvvisamente a Londra verso il 1775, quando comincia a dare alle stampe alcuni suoi lavori. La sua musica ha successo: è piacevole, può essere comodamente eseguita in un salotto per via del suo organico ridotto (consiste principalmente in trii e quartetti) e non richiede particolare virtuosismo da parte degli esecutori. Mentre le sue opere vengono pubblicate, Kotzwara non resta con le mani in mano e offre qua e là i suoi servigi come contrabbassista (ma la testimonianza di un compositore che lo conobbe ci dice che sapeva suonare altri cinque o sei strumenti. Non contemporaneamente, comunque. Via, non siate troppo delusi, che l’articolo non è ancora finito).

Battle of Prague

Frontespizio di un’edizione della Battle of Prague stampata a Boston nei primi dell’Ottocento  

Il vero colpaccio musicale della sua vita, Kotzwara lo mette a segno a Dublino allorché fa pubblicare, nel 1788, la sua Battle of Prague. Il brano, un divertissement per pianoforte con la descrizione in musica di una vecchia battaglia, conosce un successo incredibile e si diffonde ovunque. A Boston, ogni concerto che non lo metta in programma è roba da sfigati. Una sezione del brano in particolare, un Turkish Quickstep lungo due righe e consistente in una melodia semplice, fischiettabile da un decenne sdentato e quasi stupida, manda in delirio ogni salotto e fino agli anni 20 dell’ ‘800 non c’è raccolta di musica per danza che non ne riporti la melodia.

E, a proposito di Boston, un numero della Gazzetta Musicale della città, anno 1838, riporta per inciso: «Le straordinarie bizzarrie di Kutswara (sic), compositore della Battaglia di Praga, sono fin troppo note, e lo condussero alla sua triste, ma non compianta, fine». Quando l’articolo esce, Kotzwara è morto da 47 anni, ma ancora ci si ricorda della sua stramba morte. A questo punto, direi che è il caso di parlarne.

illustrazione d'apertura di un pamphlet pubblicato a Londra sul caso del nostro povero Franz nel 1797, dal titolo "Modern Propensities"; autore anonimo

Illustrazione d’apertura di un pamphlet pubblicato a Londra sul caso del nostro povero Franz nel 1797, dal titolo “Modern Propensities”; autore anonimo

La sera del 2 Settembre 1791 una rispettabile mignotta londinese, Susannah Hill, riceve una visita che non dimenticherà mai più. A bussare alla sua porta è Kotzwara. Kotzwara con in mano un paio di forbici. E cosa ci fa Kotzwara con in mano un paio di forbici a casa della signorina Hill? Prima di tutto, ci mangia. I due cenano insieme, forse si conoscono già da un po’ di tempo. Poi, noncurante, il furbo Franz fa scivolare in mano alla padrona di casa due scellini, le mette in mano le forbici e le chiede di tagliargli le pudenda. Forse in modo un po’ più volgare, visto il luogo, ma il concetto è quello. La Hill, convinta che al pover’uomo abbia dato di volta il cervello, si rifiuta seccamente. Kotzwara allora sembra ripensarci, mette giù le forbici e opta per una consueta prestazione. O forse non proprio consueta, visto che prima di attaccare con le battaglie di Venere si lega al collo una corda la cui altra estremità è assicurata alla maniglia di una porta. Al termine dell’amplesso Kotzwara è morto soffocato. La Hill, in preda al panico, chiama la polizia che all’istante la arresta. In fondo non si sa mai, nella vita. Al termine del processo che seguirà, il 16 Settembre, verrà assolta e rilasciata.

Così morì František Kočvara, compositore freelance, virtuoso del contrabbasso, artista in vetta alle classifiche delle sale da ballo americane, masochista prima dell’invenzione del termine, tipo strambo. Trovatevi un biglietto da visita migliore, se ci riuscite.

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Federico Franchin

Federico Franchin

È nato a Monza nel 1991 e da allora vive a Senago, nel Milanese. Appena nato ha imparato a sistemare la puntina su un disco di vinile e gli è piaciuto così tanto che non ha più smesso: ora studia Musicologia a Cremona e Danza Barocca a Milano. E' cresciuto in mezzo ai libri, ben presto si è reso conto che, ehi, quei cosi di carta non erano affatto male e ha deciso di non smettere più neanche con quelli. Ora è appassionato soprattutto di letteratura antica, poco gl'importa di quale paese, ma se riuscite a convincerlo che un libro scritto dopo il 1800 è davvero un qualcosa che valga la pena d'esser letto allora è probabile che lo faccia. L'ha già fatto altre volte, del resto, e non gli è dispiaciuto. Spesso lo fa ancora, comunque. Ha una spiccata tendenza ad interessarsi a scrittori e musicisti giudicati minori o semisconosciuti, convinto com'è che anche a loro faccia piacere sentir pronunciare il proprio nome, ogni tanto.
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