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All posts by Silvia Leuzzi

Ivan Aivazovsky, veduta di s. pietroburgo, 1888

Sofija Parnok, un’anima inquieta ed errabonda

Non c’è palazzo con cui il poeta scambierebbe il vagabondare, il cuculo canta, perché non ha il nido. Ho scelto questi versi per presentare una poetessa russa dei primi del Novecento, Sofija Parnok: omosessuale dichiarata, amante inquieta e appassionata, dall’intelligenza fervida e critica, artista scomoda

I Cartoni… animati di Nicola Viceconti

Ho dovuto imparare a scalare le montagne della vita e a cercare l’amore dove amore non c’era. Nell’illusione di averlo trovato, o meglio, nel tentativo di rammendare il buco dell’assenza della famiglia di origine, mi aggrappai… Rieccoci a parlare di Nicola Viceconti, istrionico e vulcanico

La provincia oscura di Narlan Matos

Vengo da una oscura provincia della Terra dimenticata da dietro il proprio oblio di scomparse coordinate geografiche […] (tratto dalla poesia La provincia oscura) Quando nell’articolo: L’esagerato Io di Narlan Matos, che pubblicai nel 2015, scrissi che sarei tornata a parlare di quest’autore, mai avrei

Isabella Morra e la crudel Fortuna delle donne

Son donna, e contra de le donne dico che tu, Fortuna, avendo il nome nostro, ogni ben nato cor hai per nemico* Quale destino crudele perseguita il genere femminile, dice Isabella Morra, poetessa del primo Cinquecento; nonostante Fortuna sia essa stessa una creatura mitologica femminile,

Some die just to live

Il 1936 si è preso la vita di un artista, un poeta e soprattutto un uomo, capace di sfruttare la forza delle sue idee, dei suoi sentimenti e persino delle sue insicurezze per realizzare un’opera letteraria e teatrale immortale. (Fabio Iuliano, New York Andalusia del

Brani dalla Russia, di Elena Sartori

Brani dalla Russia è un libro snello, di piacevole lettura. Scritto da Elena Sartori, nata a Roma nel 1967 dove vive e lavora nel campo dell’informazione; è laureata in lingua e letteratura russa. Ha al suo attivo la pubblicazione di un romanzo giallo, La vecchia,

anne sexton

Anne Sexton: l’anima nuda di una donna

[…] e io, nel mio corpo nuovo di zecca, non ancora donna, raccontavo alle stelle i miei problemi e credevo che Dio potesse veramente vedere il calore e la luce colorata, i gomiti, le ginocchia, i sogni, la buonanotte. Scrive così nei versi finali della