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All posts by Davide Cioffrese

Focolare color cielo v. 2: Alzheimer. Storie a casaccio

Canzone consigliata durante la lettura: nessuna, o almeno nessuna esplicitamente nota all’autore dell’articolo. Blue degli Eiffel 65, da un punto di vista puramente semantico, potrebbe vantare una corrispondenza perfetta con le predilezioni cromatiche del nostro oggetto di analisi odierna. Le corrispondenze, purtroppo, si fermerebbero lì.

Conversazione vagante (e divagante) con gli amici dello Spazio DiLà

Amici miei, oggi abbiamo una chicca. Al posto del solito articolo incasinato, ostico alla comprensione e contenutisticamente randomico, oggi avremo un’intervista incasinata, ostica alla comprensione e contenutisticamente randomica. Macro-topic sarà il teatro: e in particolare una specifica, vivace realtà milanese in continua affermazione. Iniziamo, senza

L’Eternauta: il sergente nella neve (radioattiva)

Arrancano con fatica sotto la nevicata. Sono armati, tutti: e dai vari livelli di familiarità con le armi è possibile distinguere i soldati dai semplici scampati. I mezzi corazzati che li accompagnano sembrano condividerne il peso; i cingoli stridono come di rassegnazione. Arrancano con fatica

Shakespeare in un’ora: “Shake Your Speare”

Quello di oggi è un articolo strano. … Più strano. È un articolo su uno spettacolo teatrale: cosa che, almeno per quanto concerne la mia caotica e sregolata produzione, vanta un unico, solitario precursore. È, poi, un articolo che acquisirebbe maggiore chiarezza inquadrato nel sistema

Grandiosi ghirigori: Ghirlanda di Mattotti e Kramsky

Oltre i sospiri delle nubi, tra gli orizzonti del crepuscolo, si stende la terra di Ghirlanda. Le sue vaste piane e i morbidi pendii sembrano trattenere la luce, il clima è mite. Laggiù da tempo immemorabile vivono i Ghir, un popolo di esseri pacifici, che amano contemplare le

Dial Q for “Q”, di Luther Blisset

La memoria. Sacca piena di cianfrusaglie che rotolano fuori per caso e finiscono col meravigliarti, come se non fossi stato tu a raccoglierle, a trasformarle in oggetti preziosi. Nella prima metà dell’800 o giù di lì, quell’inguaribile rompipalle di Alessandro Manzoni si interroga sulla legittimità

Pathologic, o meglio: Pestilenza. L’Utopia

Musica consigliata durante la lettura: una qualunque tra le colonne sonore del gioco, tutte reperibili su YouTube cercando “pathologic ost”, “pathologic soundtrack” o similia: afasici ed eterei inni della steppa che ci accompagneranno durante la nostra discesa in una mente frammentata e stordita dai miasmi