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Batman: The Killing Joke. Le risa letali dei folli

Io non sono un lettore di Batman. Sono, d’altra parte un appassionato frequentatore di Wiki online, e con tutta probabilità ho sviluppato una dipendenza nociva dal sito Tvtropes.org; con una predilezione tossica per le ricche sezioni che esso dedica ai personaggi di varie opere fittizie. Tutto

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50 sfumature di intellettuale

«Certi libri sembrano scritti non perché leggendoli si impari, ma perché si sappia che l’autore sapeva qualcosa» Wolfgang Goethe La cultura che si compiace narcisisticamente del proprio fascino, che scrive per crogiolarsi nelle acque della propria raffinatissima erudizione è più dannosa delle repliche di Uomini

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La complicità fra donne: Artemisia Gentileschi

Negli anni Settanta del Novecento la figura di Artemisia Gentileschi venne scelta dal movimento femminista internazionale come simbolo di emancipazione: se da un lato ciò ha portato ad una maggiore considerazione della sua figura, al tempo stesso  ha messo in luce più la sua vicenda

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Il sognatore della camera rossa

Tanto tempo fa – prima ancora che l’uomo cominciasse a misurarlo, il tempo – una terribile battaglia tra gli dèi fece rovinare al suolo la volta celeste. La catastrofe riempì d’orrore la provvida dea Nü-wa, che subito commissionò ai suoi artigiani la preparazione di trentaseimilacinquecentoventuno

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Isabella Morra e la crudel Fortuna delle donne

Son donna, e contra de le donne dico che tu, Fortuna, avendo il nome nostro, ogni ben nato cor hai per nemico* Quale destino crudele perseguita il genere femminile, dice Isabella Morra, poetessa del primo Cinquecento; nonostante Fortuna sia essa stessa una creatura mitologica femminile,

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I tanti volti di Cristo: il Cristianesimo Primitivo

ALTO MEDIOEVO ASTRATTO – III Per leggere l’articolo precedente, clicca QUI Dunque, le Catacombe di Domitilla. Già, proprio quelle. Sì, quelle Catacombe lì, quel cimitero lì, quello che sprofonda sottoterra lungo l’antica via Ardeatina, proprio nei pressi delle già citate Catacombe di San Callisto, quelle dove

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Come l’acqua che scorre: il cinema di Yasuijro Ozu

«Se avessimo vinto noi, ora gli americani porterebbero parrucche nere e canterebbero canzoni giapponesi masticando chewing gum» «Allora meno male che abbiamo perso» (Yasujiro Ozu, Il gusto del saké, 1962) Inquadrature fisse, cavalletto basso. Colori pastello, scene di interno, fra le intelaiature di legno e